Il caso Caffaro torna a Roma. La Cgil: ora sbloccate i fondi

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Si è tenuta ieri al Ministero dell’Ambiente la Conferenza dei servizi, in cui si è discusso anche dell’annosa questione Caffaro. La Cgil di Brescia, unico tra i sindacati bresciani presenti, ha partecipato all’incontro con una delegazione di cui faceva parte anche la responsabile dell’Ufficio ambiente Antonella Albanese. Con una nota di Oliviero Girelli, la Camera del lavoro esprime forte preoccupazione per la situazione. “Bene che ci sia stata la Conferenza dei Servizi – afferma Girelli in un comunicato – è però ora necessario che il Governo sblocchi i fondi al più presto per iniziare a mettere in sicurezza l’area. Solo in questo modo si potrà impedire che pcb e diossine tocchino le falde acquifere. Il nostro auspicio è che ognuno faccia la sua parte, a partire dalle istituzioni, e che si inizi a fare davvero qualcosa per mettere mano a questo disastro ambientale”.

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UN COMMENTO

  1. La Caffaro è una società di un importante gruppo industriale italiano che si occupa della produzione di prodotti chimici. In particolare la fabbrica sita in via Milano produce cloruro di calcio e clorito di sodio. Il caso si riferisce alla dispersione nell’ambiente di uno "scarto di lavorazione" chiamato Policlorobifenili, una sostanza altamente nociva, incolore ed inodore. I valori riscontrati sono molto superiori ai limiti stabiliti per legge, benchè la vicenda sia nota da molto tempo ancora nulla è stato fatto per la bonifica di quelle aree. Garbage

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