In migliaia pronti alla trasferta a Roma: domenica Padre Piamarta verrà proclamato “Santo”

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(a.c.) Nasce povero, rimane orfano presto ed ha un’infanzia difficile. Grazie alla fede e alla vocazione però trova la sua missione nel mondo, e oltre al ruolo di parroco crea nel giro di pochi anni gli "Artigianelli", la scuola professionale che tutt’ora a Brescia forma decine di ragazzi ogni anno, l’editrice Queriniana, forte di una storia editoriale davvero importante, punto di riferimento costante per un certo tipo di filosofia (editrice di tanti testi di importantissimi filosofi mondiali, e di religiosi di spicco, tra i quali Joseph Ratzinger, prima che diventasse Papa), l’istituto agrario Bonsignori di Remedello (assieme a padre Giovanni Bonsignori) e poi tante missioni sparse per il mondo. Da tutto il mondo, ora, arriveranno fedeli a celebrarne la proclamazione a Santo.

Fu Giovanni Paolo II a proclamarlo beato, il 12 ottobre del 1997. A distanza di 15 anni diventa Santo. Da Brescia sono in partenza per Roma tantissimi fedeli, che con treni speciali arriveranno nella capitale nel pomeriggio. Ad attenderli ci sarà il vescovo Luciano Monari. Numerosi fedeli affronteranno viaggi ben più impegnativi: sono quelli che provengono dal Brasile e dal Cile, dall’Angola e dal Mozambico, dai luoghi dove Padre Piamarta ha fondato le sue missioni. 

Una breve biografia:
Giovanni Battista Piamarta nasce a Brescia il 26 novembre 1841 da una famiglia povera. Orfano di madre a 9 anni, cresce vivacissimo nei vicoli dei rioni popolari della città, trovando un sostegno educativo nel nonno materno e nell’oratorio, che affinano la sua sensibilità e la sua straordinaria generosità. La sua adolescenza è difficile ma, grazie al parroco di Vallio Terme (Bs), che ne scopre la vocazione, può incominciare il cammino verso il sacerdozio.

Ordinato sacerdote il 24 dicembre 1865, svolge dapprima il suo ministero a Carzago Riviera, a Bedizzole e nella parrocchia di Sant’Alessandro a Brescia. In seguito diventa parroco di Pavone Mella. Le prime esperienze oratoriane sono per lui una preziosa possibilità di conoscere da vicino la gioventù alle prese con il duro mondo delle fabbriche della nascente industria bresciana. Nei 13 anni di fecondo apostolato coglie risultati ammirabili e la grande ammirazione dei suoi ragazzi.

Nel 1886 lascia la parrocchia per tornare a Brescia e dedicarsi a realizzare un’opera da tempo pensata e sognata: colpito dall’abbandono spirituale e dalla perdita della fede di tanti giovani e ragazzi che confluivano in città a cercare lavoro, egli, poverissimo ma fiducioso nell’aiuto di Dio, il 3 dicembre avvia l’Istituto Artigianelli per offrire loro una sicura preparazione professionale e cristiana con l’aiuto di monsignor Pietro Capretti, figura eminente del clero bresciano.

Seppur con enormi difficoltà, dal 1888 la crescita degli “artigianelli” non si ferma più, si moltiplicano i fabbricati e i laboratori nei quali i giovani ricevono una preparazione tecnica, religiosa e umana ovunque riconosciuta. Con la tipografia ed editrice Queriniana Padre Piamarta interviene in modo significativo nel mondo della stampa e della cultura cattolica. Pochi anni dopo, rivolge la sua sollecitudine anche al mondo dell’agricoltura, dando origine alla Colonia Agricola di Remedello (BS) con padre Giovanni Bonsignori allo scopo di ridare vitalità e dignità al mondo agricolo e rimediare alla piaga dell’emigrazione. Del Maestro Giovanni Tebaldini Piamarta condivide gli ideali della riforma della musica sacra e lo chiama spesso a dare qualità alle esecuzioni musicali dei ragazzi dell’istituto.

Attorno a padre Piamarta si radunano presto alcuni religiosi, che condividono gli ideali e le fatiche della sua missione. Nel marzo del 1900 nasce così la Congregazione della Sacra Famiglia di Nazareth, composta da sacerdoti e laici dediti all’educazione dei giovani, che continuano la sua missione oggi in Italia, Brasile, Cile, Angola e Mozambico. Insieme ad Elisa Baldo dà origine anche alla Congregazione femminile delle Umili Serve del Signore. Ai suoi principi e insegnamenti si ispira anche il Movimento Secolare Piamartino.

Giovanni Piamarta muore il 25 aprile 1913 a Remedello, al termine di una vita tutta spesa al servizio di Dio e dei giovani. Dal 1926 la sua salma riposa nella chiesa dell’Istituto Artigianelli, da lui stesso costruita.

Nel 1986 la Chiesa ne ha riconosciuto l’eroicità delle virtù e il 12 ottobre 1997 è stato beatificato da papa Giovanni Paolo II e il 21 ottobre sarà canonizzato da Benedetto XVI. La memoria liturgica è il 26 aprile.
(http://www.piamarta.org)

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