Pederzani (Pro Lombardia Indipendenza): “Come Catalani e Scozzesi. Reclamare il diritto all’indipendenza tramite referendum”

23

Anche in Lombardia – come in Veneto – soffiano venti di indipendentismo. A riguardo pubblichiamo il comunicato stampa di Pro Lombardia Indipendenza, che fa il punto della situazione sulle difficoltà affrontate dai comuni italiani e sul fallimento di ogni riforma federale auspicando nuovi scenari politici prendendo spunto da Scozia e Catalogna. 

 

Abbiamo constatato amaramente che al fallimento di ogni ipotesi di riforma federale dello stato italiano si è accompagnata ormai da anni una deriva neocentralista delle istituzioni statali, che danneggia marcatamente la Lombardia.

Questo nuovo centralismo è comprovato da una serie di disposizioni legislative, emanate dai governi di qualsiasi colore politico, come le leggi sulla tesoreria unica e il patto di stabilità interno.

Con un decreto legge del governo Monti (è bene ricordarlo: sostenuto da PD, PDL, UDC e FLI) , quest’anno tutti i comuni sono stati obbligati a dirottare la loro intera liquidità verso un unico conto corrente gestito a Roma (la cosiddetta tesoreria unica) : è bastata così una sola firma del governo centrale e i comuni  sono stati letteralmente spogliati di tutte le loro disponibilità finanziarie.

Nel prossimo futuro due saranno le immediate conseguenze.

In primo luogo, se un comune avrà la necessità di spendere i propri denari, da quest’anno dovrà elemosinarli alla tesoreria centrale e, non essendoci nessuna ragionevole certezza sulla tempistica dell’accredito, è realistico pensare che sarà costretto ad accendere mutui o finanziamenti per far fronte alle proprie esigenze di spesa (come opere pubbliche e servizi sociali).

In secondo luogo, mentre prima dell’avvento della tesoreria unica il comune incassava una remunerazione attiva per le liquidità depositate sul conto corrente della tesoreria comunale, ora che le casse comunali sono state svuotate dalla rapina dello stato italiano, l’unica possibilità che rimane al comune è di utilizzare quel conto per eventuali scoperture: cosicchè gli interessi a credito del conto della tesoreria unica spettano per intero allo stato, mentre gli interessi debitori delle tesorerie comunali saranno sempre a carico soltanto del comune!

Il patto di stabilità interno (introdotto nel 1999 dall’allora governo di centro-sinistra e riconfermato da tutti i governi successivi, compresi quelli di centro-destra) aveva sulla carta il nobile scopo di contenere le spese degli enti locali in modo da ridurre l’indebitamento complessivo dello stato: dopo più di un decennio, si riscontra il fallimento totale di questi propositi.

Infatti da una parte l’indebitamento dello stato è continuato ad aumentare: nel 2000 il rapporto debito/pil era poi al di sotto del 110%, mentre per il 2012 questo dato è previsto al rialzo fino alla cifra mostruosa del 125%!

Dall’altra parte, il patto di stabilità continua a imporre ai comuni obblighi di bilancio molto stringenti (in sostanza è vietato spendere più degli anni precedenti) con effetti perversi e deleteri: un comune, pur avendo le risorse per realizzare un’opera pubblica, potrebbe non avere la possibilità di effettuare i pagamenti dovuti!

L’unica alternativa a disposizione dei comuni per costruire una strada o continuare ad erogare i servizi pubblici è quindi quella di aumentare l’imposizione fiscale locale: perciò nessuno si meravigli se negli ultimi 15 anni (come calcolato dalla Cgia di Mestre) le tasse locali sono letteralmente esplose del 115%!

Lo stato (nella sua magnanimità…) non ammette eccezioni neppure in caso di calamità naturali, tanto è vero che i comuni lombardi ed emiliani colpiti dal terremoto di maggio hanno denunciato non solo l’assenza di aiuti significativi provenienti da Roma ma anche il fatto di non aver ottenuto nessuna deroga al patto di stabilità nonostante questa fosse stata da loro invocata a gran voce.

Pochi sono i sindaci coraggiosi, come il sindaco progressista di Silea (TV) che in occasione della festa della repubblica del 2 giugno di quest’anno ha rimosso il tricolore dalla sede del comune e non ha partecipato alle tradizionali celebrazioni in prefettura in segno di protesta contro patto di stabilità e tesoreria unica.

Anche l’anno scorso molti altri sindaci avevano scelto di manifestare in piazza capitanati dal sindaco leghista di Varese (presidente dell’Anci lombarda) , ma la protesta svanì presto nel nulla quando Bossi, allora ministro del governo Berlusconi, richiamò all’ordine i sindaci leghisti perché il loro dissenso poteva mettere a rischio l’alleanza a Roma con il PDL.

Come se non bastasse, lo stato (che continua ad indebitarsi) predica il rigore di bilancio ma non a tutti gli enti locali, mettendo in atto un’odiosa discriminazione territoriale.

Nel 2007 il governo Prodi si fece carico di 9,5 miliardi di deficit sanitario della regione Lazio, accumulati dalle giunte Storace (centrodestra) e Marrazzo (centrosinistra).

Nel 2008 il governo Berlusconi, con il consenso determinante della Lega Nord, dispose deroghe al patto di stabilità per erogare somme straordinarie al comune di Roma (5 miliardi di euro previsti in dieci anni per un debito del comune che oggi si aggira intorno ai 12 miliardi) , al comune di Palermo (80 milioni) e a quello di Catania (140 milioni) .

Notizia di pochi giorni fa, il governo Monti ha nuovamente derogato al patto di stabilità per stanziare in favore della regione Sicilia ben 900 milioni di euro, che saranno necessari tra le altre cose a sbloccare il pagamento degli stipendi di molti dipendenti regionali, tra cui i 30.000 forestali dell’isola.

Nel frattempo, lo stesso ministero dell’economia (pur con parametri del tutto arbitari) ha diffuso la lista dei comuni più virtuosi, tra cui spiccano quelli lombardi, mentre un quotidiano a tiratura nazionale ha di recente diffuso un elenco dei comuni falliti dal 1989 al 2012: 15 in Lombardia, 43 nel Lazio, 121 in Campania e 131 in Calabria.

La Lombardia non spicca solo per la virtuosità finanziaria dei suoi enti locali, ma anche per molti altri parametri economici, riportati da Gabrio Casati in “Luigini contro contadini” edizioni Guerini e associati (dati ISTAT, Ufficio Studi Agenzia delle Entrate e Quinto rapporto sulla regionalizzazione del bilancio statale): la più bassa evasione fiscale (intensità del 13% contro il 93% della Calabria, il 65,89% della Sicilia e il 60,65% della Puglia) , il maggiore contributo al Prodotto Interno Lordo (la Lombardia produce il 21% del PIL italiano con una popolazione che è il 16% di quella totale) e i maggiori versamenti previdenziali (il saldo tra le entrate contributive e le uscite per prestazioni è largamente positivo, mentre sono pesantissimi i deficit previdenziali in Sicilia, Campania, Puglia e Piemonte) .

Ma i dati più significativi sono quelli relativi al residuo fiscale, che è la differenza tra le entrate che la pubblica amministrazione preleva da un territorio e ciò che la P.A. restituisce sotto forma di servizi, prestazioni e investimenti (dati elaborati da Unioncamere del Veneto) : ebbene la Lombardia vanta un credito di 38 miliardi nei confronti dello stato, un credito che da solo è superiore alla somma vantata dalle altre due regioni virtuose, Veneto e Emilia Romagna; tutte altre sono largamente distaccate, con le regioni meridionali ad avere ancora una volta i record negativi.

A conclusione di questa analisi, la virtuosa Lombardia è largamente penalizzata dallo stato italiano: subisce una vera e propria spoliazione fiscale, non può reagire alla crisi perché le risorse drenate dallo stato italiano servono in gran parte al pagamento degli interessi sul debito pubblico (100 miliardi annui) , ha visto abortire tutte le riforme promesse dalla sua classe politica (dalla macroregione alla secessione padana, dalla devolution al federalismo fiscale) e accusa il colpo di un nuovo centralismo.

A luglio il governatore della Baviera è ricorso alla corte costituzionale tedesca denunciando il patto di solidarietà federale a cui la Baviera contribuisce per oltre il 50% e il ministro delle finanze bavarese ha dichiarato “Siamo solidali,ma non siamo scemi” : perché, escludendo i proclami, chi governa la Lombardia non difende gli interessi legittimi dei lombardi?

Se i Lombardi dovessero prendere esempio dai Catalani o dagli Scozzesi, dovrebbero reclamare il proprio diritto di costituirsi stato indipendente tramite ricorso al democratico istituto del referendum.

In caso contrario, potrebbero dare ragione al compianto maestro Giovanni Brera, che ai più è noto come grandissimo giornalista sportivo ma che in realtà fu romanziere, appassionato di storia e fervido difensore della sua nazione lombarda: paragonava infatti i suoi concittadini lombardi a una “barca di cojoni” perché “la gran parte del Paese vive più o meno allegramente su di noi…né possiamo dolercene, perché metteremmo in ancor più vivo risalto la nostra qualità di imbecilli”.

Dario Pederzani –Sezione Gussago-Franciacorta

 Pro Lombardia Indipendenza 

www.prolombardia.eu

Comments

comments

23 COMMENTS

  1. Finalmente una proposta sensata non solo per la Lombardia, ma per l’intera nazione. Certo, di riflesso sarà un’autentica rivoluzione per il Sud, ma penso che sia l’unico modo per un suo sviluppo. Rimboccarsi le maniche, puntare forte sul turismo e magari mandare a fan…o la mafia. Dopo secoli in cui le cose non cambiano mai ci vuole aria nuova

  2. Io sono sempre stata per l’Italia unita, ma vista l’incapacità dei nostri politici e la crisi culturale che ci affligge, dove l’egoismo domina, penso che una repubblica federale sarebbe l’ideale. Se ogni regione lavora bene il paese cambia volto. Nel piccolo è più facile lavorare, quindi regioni indipendenti con fondi di solidarietà per chi è in difficoltà

  3. Tutto vero.Ma come si fa ancora a sperarci?Tutti i poteri forti e i media sono contro il federalismo (quello vero)figuriamoci l’indipendenza,per non parlare del fatto che intere regioni del sud diventerebbero immediatamente terzo mondo(vedi la sicilia) e il signor napolitano sarebbe costretto a portare i libri in tribunale dopo 2 mesi…Vogliamo poi parlare dei sinistri unitari del nord che ci tengono ad essere connazionali dei napoletani?

  4. L’indipendenza della Lombardia è l’unica soluzione, cammino difficile e lungo ma ci si arriverà. Se desideriamo un futuro libero e più sicuro per noi e i nostri figli, non ci sono alternative. Complimenti a questi ragazzi coraggiosi di pro Lombardia indipendenza, che si battono per la completa indipendenza e autodeterminazione della nostra amata terra…

  5. La Lombardia merita e può l’indipendenza come tanti altre nazioni europee (Scozia, Fiandre, Catalogna ecc). Lombardi se vogliamo un futuro in libertà dipende solo da noi.

  6. AVANTI COSI’….DOPO LA CATALOGNA, I PAESI BASCHI, LA SCOZIA, IL VENETO………TOCCH ERA’ ANCHE A NOI LOMBARDI…..Avanti così…Lombardia Indipendente e come dite voi di pro Lombardia…BASTA ITALIA, BASTA VOLERLO!

  7. Più dei leghisti, chi era omologato a difendere gli interessi del Nord ? E invece, l’inciucione con Berlusconi e i guai interni li ha portati, nei sondaggi, al 12,2% (5,9% nazionale), esattamente la metà del "Movimento 5 Stelle" che al Nord conta 22,4%, secondo dopo il PD al 25,7%. Adesso proliferano gli indipendentisti, ma in Italia prima di abbozzare qualche ipotesi di cambiamento, passano dei lustri.

  8. Più che analisi si tratta di un mediocre lavoro di copia/incolla. Pur essendo in gran parte condivisibile, è inattuabile proprio perchè siamo padani (remember paga e taci somaro lombardo?!?).
    Tutti gli organi del potere centrale e periferico sono sostanzialmente in mano a meridionali che fanno ciò che vogliono. Ovviamente non vogliono cambiare questo stato di cose, anche a prescindere dalla volontà dei rappresentanti politici eletti. Figurarsi con governanti nominati dal napoletano. Inoltre, al contrario dei Paesi Baschi, di Catalogna, Scozia, ecc gli eletti non indipendentisti, federalisti, autonomisti, ecc non cercano il bene per la propria terra, i propri elettori, ma sono servi (più o meno consapevoli) del potere romano.

  9. se avranno l’intelligenza e l’apertura mentale di NON buttarla sull’etnico, cosa improponibile e ridicola oggi in Lombardia, possono avere qualche chance; credo ci sia pieno in Lombardia di magrebini/rumeni/afr icani vari, onesti e lavoratori, i quali, se bene informati, cominciano a capire che lavorano anche loro, come gli altri bresciani, 250 giorni l’anno solo per mantenere la pletora sterminata di fancazzisti statali dal fatidico fiume in Po in giu’…

  10. Se aspettiamo quelli come 29 luglio ga nom lase.Lui e chi come lui preferisce extracomunitari delinquenti a chi lotta per la propria terra.Ogni giorno sempre peggio,non siamo piu’ padroni a casa nostra e non c’ e’ niente da fare

  11. certo che definire i lombardi "barca di cojoni" e "imbecilli" non é proprio un sintomo di amore per il popolo lombardo (che tra l’altro per i deliranti di qs groppuscolo extraparlamentare comprenderebbe anche parte della svizzera + l’Emilia)

  12. "lui preferisce extracomunitari delinquenti a chi lotta per la propria terra", no caro kapò, detesto solamente i delinquenti padani che maltrattano la propria terra, la inquinano, fregano i propri concittadini per una manciata di soldi. e in regione ed in loggia non mi pare ci siano extracomunitari a comandare…

  13. Catalani e scozzesi hanno una loro storia centenaria e, forse, anche più, la Lombardia indipendente, aldilà delle corna portate sull’elmo di Pontida o l’ampolla con l’acqua sorgiva del dio Po, ha solo le dentiere ed i diamanti comprati coi soldi del finanziamento pubblico dei partiti. Leghisti di tutte le risme…..a casa!

  14. A parte che a casa ci siete voi sinistri da una vita che in lombardia e veneto dovete presentarvi sotto le spogli di pseudo-liste civiche per raccattare 2 voti….ma per negare che la lombardia e il veneto(granducato di milano e serenissima)abbiano una storia secolare bisogna essere veramente ignoranti come asini….secondo te,einstein hanno più storia milano e venezia o barcellona?che ignoranza ragazzi…poi dicono che i sinistri sono colti….

  15. Appunto,mi chiedo allora cosa ci fai qui.Perche’ non te ne vai a vivere in Marocco dai tuoi fratelli…sottostan do alle loro leggi e abitudini?Troppo comodo sparare sentenze ogni giorno,criticare SEMPRE.Sono quelli come te che stanno stracciando quotidianamente ogni briciolo di legalita’.E’ un dato di fatto che gli extracomunitari commettono l’80% dei crimini e se non lo vedi sei come loro…

LEAVE A REPLY