Via Brocchi, l’assessore Vilardi: chiederemo alla ditta di aspettare il Consiglio di Stato. Il Codisa: delusi

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Torna in Loggia il caso della discarica d’amianto di via Brocchi, posta sotto sequestro dalla magistratura poche settimane dopo l’inizio delle operazioni di smaltimento (28 settembre – 18 ottobre). A porre la questione – alla presenza di alcuni rappresentanti dei comitati ambientalisti – il Pd, con un’interrogazione di Fabio Capra e altri finalizzata a sapere cosa ha fatto la Loggia per “limitare il danno” e “porvi rimedio”. “Ci siamo più volte confrontati con il comitato sull’iter, che pure era di competenza della Lombardia”, ha detto l’assessore all’Ambiente Paola Vilardi, “inoltre più volte io e il sindaco Adriano Paroli abbiamo sollecitato il Pirellone a verificare meglio alcuni aspetti legati all’autorizzazione della discarica (in relazione alla distanza dai nuclei abitativi e agli effetti sulla falda). Il Comune ha dovuto prendere atto dell’autorizzazione e del via allo smaltimento nella certezza comunque che gli enti preposti avrebbero vigilato sulla correttezza delle stesse”, ha aggiunto Vilardi, “e chiederà all’azienda, anche quando l’impianto dovesse essere dissequestrato, di non riprendere le attività smaltimento almeno fino alla decisione del Consiglio di Stato sull’argomento”. Dura la replica di Capra, che ha chiesto “un supplemento di attenzione da parte della Loggia”.

"Siamo amareggiati e delusi da quanto detto dalla Vilardi", ha commentato Angela Maria Paparazzo, presidente del Codisa, a margine del consiglio, "i nostri ricorsi al Tar non sono stati respinti come detto dall’assessore: il primo l’abbiamo vinto, il secondo no, ma solo per un vizio di forma. E non è vero che le istituzioni hanno sorvegliato quanto stava accadendo: Corpo forestale e Arpa si sono mossi solo dopo che noi abbiamo documentato le irregolarità. Quanto alla richiesta a Faustini la Loggia ci aveva già fatto promesse tempo fa, speriamo", ha concluso, "che stavolta le parole della Loggia trovino riscontro nei fatti".

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  1. Santi numi, il Gruppo Faustini alias oggi Profacta S.p.A., bazzica in quella zona dal dopoguerra e siamo ancora al tira e molla fra istituzioni e chi ha ridotto quel territorio al martirio ambientale, magari riservandogli ancora privilegi, concessioni e…Cittadelle dello Sport. Basta, finiamola qui !

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