Montagnoli a Onofri: un errore dire no all’invito di Fenaroli

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Con una lettera pubblicata su www.parlabrescia.it Riccardo Montagnoli interviene sul dibattito tra le forze vicine al centrosinistra per costruire un percorso alternativo a quello di Adriano Paroli e “accusa” Francesco Onofri di aver fatto un errore rispondendo picche all’invito di Marco Fenaroli.

ECCO IL TESTO DELLA LETTERA

Caro Francesco, concedimi qualche osservazione sulla tua lettera aperta. Diversamente da te, io ho aderito all’invito di Marco Fenaroli per un confronto diretto tra le forze politiche e i candidati di centro-sinistra per verificare se sia possibile un’intesa programmatica su cui fondare una coalizione alternativa al centro-destra. L’ho fatto perché nell’appello rivolto ai suddetti candidati e forze politiche e che ho sottoscritto con circa una trentina di elettori si chiedeva precisamente questo, di avviare cioè “un percorso di aperto confronto che promuova la ricerca di (…) nuove personalità, (…) così da pervenire all’individuazione di pochi e chiari punti programmatici e di candidature fortemente innovative (…), costituendo su queste basi un’alleanza capace di rinnovare la tradizione di buona amministrazione che ha a lungo caratterizzato la nostra città”.

Il tuo diniego non mi convince per due ragioni. La prima è che se ognuno è naturalmente libero di stringere alleanze o meno (e soprattutto di decidere con chi eventualmente farlo), questa non mi pare una buona ragione per escluderlo a priori, soprattutto se nei vari programmi in circolazione, compresi i dieci punti con cui hai presentato la tua candidatura, sono molti di più gli elementi che uniscono che quelli che dividono: sarebbe un peccato non riuscire a realizzare ciò che a tutti sta a cuore, solo perché non ci piace chi vorrebbe farlo insieme a noi.

D’altra parte lo affermi anche tu: “se aggiungete alla parola “ambiente” le espressioni – faccio degli esempi – aiuto alle famiglie bisognose e alle madri, crescita delle imprese, sport di quartiere, orti urbani, ristrutturazione della macchina del Comune, moratoria dei volumi, housing sociale con le case sfitte a canoni integrati o garantiti da enti morali e fondazioni, mobilità intelligente, crescita culturale della città, buone relazioni tra università A2A e imprese su ricerca e sviluppo ed energia, coordinamento e guida del volontariato. E mi fermo. Riuscite a catalogare di destra o di sinistra tutto ciò? Io no”. Appunto. Qui però occorre intendersi e qui risiede la seconda ragione del mio dissenso, perché a quanto pare ciò che rifiuti è la possibilità di essere catalogato come “di destra” o “di sinistra” e soprattutto di vederti inserito in una formula fondata sul principio “tutti contro le destre” (o “tutti contro le sinistre”).

Io sono uno che allo stadio non sopporta i cori contro la squadra avversaria, tanto meno mi piace la politica fatta “contro qualcuno” piuttosto che “per qualcosa”: tuttavia, anche a prescindere dal fatto che destra e sinistra, come insegnava Bobbio, sono espressioni che rinviano ciascuna ad un patrimonio di valori soggetti ad evoluzione nel tempo, ma fondamentalmente ancorati ad una costante visione dei rapporti politici e sociali (per cui non vedo nulla di male nel definirsi di destra o di sinistra), sarebbe ancora il caso di considerare i programmi di cui sopra e scopriremmo che i soggetti etichettati (forse più per comodità che per intento descrittivo) come “centro-sinistra” sono accomunati da una considerazione fortemente critica nei confronti dell’operato dell’attuale amministrazione, considerazione che, mi pare, anche tu condividi. E questo mi pare il senso dell’iniziativa di Marco Fenaroli che, gli va riconosciuto, non ha mai scritto di volere una coalizione “contro le destre”, ma una coalizione (e dunque una proposta politica e programmatica) “alternativa al centrodestra”.

Non voglio dilungarmi: voglio solo aggiungere che Officina della Città è l’esperienza politica più significativa e originale che la nostra città abbia visto negli ultimi anni: oltre al giusto orgoglio che traspare dalle tue parole, essa merita di tradurre in realizzazioni concrete il patrimonio di idee e lavoro in cui ha investito: ma da sola, temo, non ce la può fare.

Con stima

Riccardo Montagnoli

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  1. Bah, dopo averlo sentito ieri sera nel dibattito sui diritti civili di Libertà e Giustizia, mi pare che Onofri di errori ne faccia anche di peggiori. (Idee, poche ma confuse, direi). Però, nel merito, cosa ci si aspettava da Onofri? Che dicesse Ma certo, facciamo un tavolo allargato includendo IDV e PRC? L’errore, direi, lo fa più che altro il PD meno L (come direbbe Grillo)

  2. Riflessioni equilibrate ed oggettive: la forza per andare da soli non l’ha nessuno, per quanto si sia innovativi ed esclusivi. Persino le coalizioni, di qualsiasi colore e tipologia di aggregazione, tremano pensando al ballottaggio. L’incertezza e la polverizzazione del voto portano, purtroppo, anche gravi rischi di ingovernabilità e questo è il danno peggiore che ci si possa aspettare.

  3. alla terza riga ho ceduto…questi vivono ancora su di un altro pianeta che magari esistesse (cosi da spedirceli) alle prossime elezioni prenderanno una scoppola ma una di quelle che forse gli faranno dire : e’ venuto il momento di lasciare la politica e di coltivare l’orticello ( se ne sono capaci ) .

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