Ex cava Piccinelli, il Manifesto: “Incubo radioattivo nei rubinetti di Brescia”

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Il quotidiano il Manifesto, con un’inchiesta che intitolata "Incubo radioattivo nei rubinetti di Brescia" a firma del giornalista bresciano Andrea Tornago, si è occupato della una nota questione dell’ex cava Piccinelli di Brescia. Sotto la lente d’ingrandimento del giornale, in particolare, gli ultimi rilievi dell’Arpa e la lettera con cui l’Asl di Brescia chiede al sindaco di mettere in campo "ogni intervento d’urgenza a tutela della salute pubblica" a causa della presenza di 2mila metri cubi di Cesio 137 abbandonati nel sito che rischierebbero di inquinare la falda. Una questione che, forse anche per via dei diversi temi ambientali della città, è sempre meno all’attenzione delle associazioni, della politica e della stampa. Ma gli enti competenti se ne stanno silenziosamente occupando e la vicenda sta assumendo anche una rilevanza nazionale.

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  1. E la nostra amministrazione che fa? con una delibera di giunta vengono stanziati 9.100 euro destinati all’onorario dello studio B&P Avvocati Butti & Partners che viene incaricato di una consulenza legale per “capire se ed in che limiti il Comune sia competente ad intervenire e se ed in che limiti sia legittima la spesa che si dovrebbe affrontare” e “se effettivamente il Comune dovesse farsi carico non solo della messa in sicurezza ma anche della completa bonifica dell’area”.
    Intanto la salute può attendere.

  2. I disastri ambientali nella povera Brescia non si contano più. La situazione è drammatica, ma in giunta sono occupati a giocare ad altro.

  3. Tutta la zona di S.Polo (nessuno ricorda mai il caso Ecoservizi sullo smaltimento di rifiuti tossici finito davanti alla Corte Europea nell’era corsiniana) è da vent’anni a grave rischio ambientale ed èchiaro che l’emergenza a Brescia andava affrontata come priorità, non solo come "una delle tante cose da fare, se ci saranno i soldi". Ma sommiamo, nel programma di chi oggi governa, le previsioni di spesa, solo per citarne alcune, per: mostre in S.Giulia, nuova sede comunale (ex Magazzini Borghetto), Cittadella dello sport, parcheggio sotto il Castello, spostamento della pensilina di Largo Formentone. Per alcuni cittadini erano priorità, per altri no. Punto e a capo.

  4. ma il Manifesto non doveva chiudere? beh, grazie di questa inchiesta
    tanto non succederà niente e andremo avanti così…comunque Brescia non è solo San Polo

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