Ospitaletto: il tempo si è fermato

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    di ALESSANDRA TONIZZO – Diventa difficile descrivere il nostro hinterland, quando i toni si fanno foschi ovunque, e la crisi, invece di diradarsi, peggiora. Perché il tanto citato "rigore" s’abbatte a colpi d’ascia anche qui, a Öspedalèt, paesino di oltre 14mila abitanti confinante con la Franciacorta, dove si era sempre vissuto anche senza sapere cosa fosse lo spread.

     

    La gente, a un anno di distanza, certo non ha perso il sorriso, ma viaggia china tra serrande abbassate. Alcuni commercianti faticano a pagare i fornitori, mirano alla sopravvivenza invece che alla "cassa", mentre diversi giovani lasciano il comune natio, emigrano in Francia, oppure oltreoceano: una cartolina, questa, poco locale e molto nazionale.

    A Ospitaletto – comunità che vive dei prodotti agricoli (cereali, frumento, foraggi, vite, prodotti dell’orto), di un buon allevamento di avicoli, e del lavoro offerto dalle industrie (comparti edile, tessile e metalmeccanico) – pare che il tempo si sia fermato, nonostante alcune modifiche strutturali – sensi unici e inconsuete piste ciclabili che, a più di dieci anni di distanza, fanno ancora discutere –, e il papabile melting pot (sulla stessa via, l’Asian shopping center convive con una merceria del 1880).

    Il comune è ancora scosso dall’infinita querelle sulla discarica di Bosco Sella. A maggio, nella sala polifunzionale del paese, l’assemblea organizzata dai Comitati Salute e ambiente di Ospitaletto, Castegnato, Paderno e Passirano – i paesi che sarebbero coinvolti dall’impianto di smaltimento rifiuti – ha fatto il punto sulla questione: il progetto, come dichiarato da Asl, è “insostenibile per la qualità della vita dei residenti".

    Punto di riferimento è la chiesa parrocchiale di S. Giacomo Apostolo, il cui oratorio attira giovani e famiglie dalle zone limitrofe. La risorsa del paese, lo capiamo, è proprio questa: puntare sulle relazioni umane, il buon vicinato, la tenacia di valori secolari. 

     

     

    Paese che vai… le nostre impressioni

    Ospitaletto, certamente, è molto cambiata rispetto al paese che era, al tempo dei nostri nonni. Eppure, nonostante ora qui convivano tipiche facce lombarde con lineamenti di tanti continenti diversi, il clima sembra quello di allora, con i dolci effluvi del pranzo che si spargono in strada dalle finestre in pizzo e cotone.

     

    Ci raccontano Ospitaletto

    RAFFAELLO ONDEI – (FOTO), VIA Brescia 

     

    La sua attività compie 50 anni: lei come ha visto cambiare il paese?

    "Ospitaletto si è inevitabilmente ingrossato e, quindi, da paesino che era si è maggiormente avvicinato alla città: meno conoscenze, più individualismi".

    Che clientela ha?

    "Assolutamente d’affetto, fidelizzata, sostanzialmente dal paese".

    Ospitalettesi e forestieri (non solo stranieri): i primi molto uniti, gli altri poco integrati.

    "È vero: dal momento che il paese cresce, non tutti vi lavorano, anzi, la maggior parte è occupata fuori e vive Ospitaletto un po’ come dormitorio. Di conseguenza, queste persone fanno fatica a integrarsi".

    E la componente straniera?

    "Ci sono etnie ed etnie. Alcune rimangono isolate, ma qui la maggior parte si integra, grazie anche a Chiesa e Parroco, molto attenti a questi temi: la gente, quindi, si avvicina".

     

    AUGUSTO BUIZZA – (OTTICA), VIA BRESCIA 

     

    Chi la frequenta?

    "Generalmente gente del paese, e delle zone limitrofe, di tutte le fasce d’età".

    Quando ha aperto, 23 anni fa…

    "È stata dura, perché il paese, inizialmente, non ha reagito bene: ci ho messo anni a formarmi una buona clientela".

    Quali sono le tendenze del settore?

    "Tutto ciò che è vintage, retrò, anni ’70: montature grandi, tendenzialmente scure".

    Che idea si è fatto degli ospitalettesi?

    "Il paese è abbastanza chiuso, purtroppo. Molti escono a fare acquisti, pochi si fermano".

    Lei reputa che la pista ciclabile, davanti al suo esercizio (rialzata e condivisa con i pedoni), sia pericolosa?

    "L’intervento ha già parecchi anni, ma non è stato fatto a regola d’arte. So che ora vogliono apportarvi delle modifiche".

     

    GABRIELLA BERSINI – (PROFUMERIA GIADA) VIA MARTIRI DELLA LIBERTà 

     

    Profumeria ma non solo profumi…

    "Infatti vendo tutto ciò che può essere articolo da regalo, dall’accessorio di moda e dintorni".

    Che donne vengono da lei?

    "Una clientela molto assortita: dalla bambina che deve partecipare al compleanno, alla signora che si prepara per un matrimonio".

    C’è qualcosa che, nonostante la crisi, si vende sempre?

    "Un po’ di tutto, a dire il vero. È il budget che, negli anni, si è ridimensionato: invece di comprare il foulard di seta da 200 euro si acquista quello da 35. Va bene ugualmente".

    Ospitaletto con le sue parole.

    "Un bel paese di periferia, ben servito, con una bella realtà oratoriale, talmente viva che parecchia gente sceglie di trasferirsi qui per la sua presenza. Si vive bene, anche se non mancano dei nei, come le notizie recenti degli arresti per droga, e l’immigrazione importante: non tutti si inseriscono ".

    Senso di protezione?

    "Non ho mai avuto esperienze che mi facciano sentire insicura, ma se penso ai miei figli un po’ di timore ce l’ho: alla ragazza, che è stata seguita un paio di volte, dico di spostarsi in macchina, la sera".

    Questione discarica.

    "La mia sensazione personale è d’impotenza. Per come stanno le cose, credo che a noi abitanti resti da fare qualche biciclettata ed eventualmente goderci il resto: il territorio non è nostro, chi decide non ci consulterà; abbiamo già dato, e le esalazioni, a volte, si sentono ancora. Sono rassegnata, secondo me Bosco Sella si farà".

     

    RITA MAURO – (IL GIARDINO DELLE DELIZIE) VIA GHIDONI 

     

    Il negozio ha cambiato da poco gestione…

    "Ci siamo noi dal 27 dicembre. Per ora sta andando benino, non ci possiamo lamentare".

    Chi viene da voi?

    "Persone dai 30 agli ottant’anni, più bambini e stranieri. Ogni tanto, un po’ di clientela di passaggio. Ma in questa strada c’è poco via vai".

    Lei è di Travagliato: lo spostamento quotidiano è…

    "…fattibile. Sono solo dieci minuti di strada, senza grandi code".

    La differenza tra il suo paese e Ospitaletto?

    "Travagliato è più vivo, non ci sono strade morte, invece qui bastano pochi metri e tutto cambia".

    Un pregio del paese?

    "C’è della bella gente, che ti accoglie volentieri".

    La crisi, per lei, comporta…

    "Vedere come cambiano gli acquisti tra inizio e fine mese: è impressionante come, dopo il boom, si tiri la cinghia".

     

     

     

     

     

     

     

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