Movida Carmine, Bresciani: “Un’opportunità per Brescia”

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Trovare una mediazione tra i giovani che affollano il Carmine durante i week end e i residenti che per colpa del baccano non riescono a dormire è possibile. Parola di Maurizio Lombardi del Comitato per la salute, la rinascita e la salvaguardia del centro storico e del collega Franceso Catalano del Movimento per la partecipazione “Cittadini e Cittadine”. Secondo i due, infatti “finalmente il Carmine è tornato a vivere, riportando i bresciani nel quartiere e favorendo l’avvio di nuove attività commerciali”. Posizione nettamente diversa da quella espressa dai fratelli di paroli e Margaroli che lo scorsa settimana hanno espresso l’intenzione di creare una lista civica che si opponga alla movida e al rumore. Per questo secondo Bresciani e Cataldo serve trovare una soluzione che accontenti giovani e commercianti e nello stesso tempo consenta di dormire ai residenti. Per farlo servono l’impegno delle istituzioni e degli enti che lavorano sul questo territorio, affinché si facciano promotori di iniziative per rilanciare il Carmine al di la della movida. Proposte e soluzioni faranno parte del tavolo di confronto promosso dalle due associazioni e che vedrà tutte le parti coinvolte provare a dialogare pacificamente.

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  1. dove abita lombardi che gli creiamo una movida ad hoc per la sua via? Io penso che lla clientela sia quella che vogliono i gestori. Perché Ziglioli, la Veneto, Bedussied altri locali riescono a lavorare tanto senza la cagnara lungo la via? È questi hanno pure la guardia della finanza che li cntrolla. Per quelli della Movida no …….. Nessun controllo meditate gente meditate

  2. Un centro città vivo è segno di continuità con la storia di ogni città e quindi auspicabile. Abbiamo già visto negli anni passati che senza gente in centro i vicoli e le vie diventano luoghi frequentati da indisturbati malavitosi che non invogliano certo la gente ad andarci in giro.
    è pure evidente che l’educazione dei frequentatori dovrebbe essere tale da riuscire a capire che c’è anche gente che abita nel centro e quindi andrebbe rispettata…sperand o che le lamentele siano dovute a reali problemi di schiamazzo e non alla sempre più crescente attitudine all’insofferenza nei confronti di un ambiente cittadino che torna ad essere vissuto.

  3. Ricordo a Bresciani, che considero una persona stimabile, il tempo in cui, quindici anni or sono, egli abitava nella piazzetta a fianco della chiesa di S. Faustino, sopra un bar, frequentato da un numero sparuto di persone. Gli ricordo le baruffe cui era costretto; tanto che stanco di queste, cambiò casa andando ad abitare altrove. Ora, a suo dire, chi come noi chiede semplicemente il rispetto delle regole, come lui faceva all’epoca, è un agitatore che fonda i suoi interventi sulla paura? Quando mai? La nostra associazione ha contrastato spacciatori e speculatori immobiliari fin dal 1992; non lo ricorda Maurizio? Nessuno di Quadra Quarta ha mai pensato di presentarsi alle elezioni, nonostante si sia stati sollecitati a farlo, qualche volta, mentre l’amico Bresciani ha organizzato e presentato liste, più di una volta. Pertanto ci sta bene la polemica, ma fondata sui fatti. Infine, molto prosaicamente, rifletta su una cosa, ad esempio.: oltre duemila persone si radunano a bere, in certe sere, attorno ad una decina di locali che hanno in tutto non più di quindici gabinetti! Venga a fare un giro, poi ne riparliamo. Con la cordialità di sempre.

  4. mi ricordo che l’area vicino alle cittadine e cittadini del centro storico era lontano dai bottegai, ora ne sono alleati e contro i residenti che hanno il diritto di dormire.

  5. non si dorme da mesi e dovremmo accordarci con dei casinisti maleducati? andate a lavorare alle 6 di mattina come me e vedrete che la pensate in modo diverso!!!!!

  6. Gentilissimo signor Pelis, la ringrazio per la mia breve storia abitativa, ma come lei dovrebbe ben ricoradre, visto che mi propose una sua abitazione, ho cambiato casa molti anni dopo i tempi da lei descritti perchè vivevamo in 4 persone in 60 metri quadri e, con tutto rispetto, pensare di veder crescere la mia famiglia in un piccolo trilocale beh, insomma…Quanto a via San Faustino che lei ben ricorda, li avessimo avuti noi i "gaudiosi giovani dalle voci strombazzanti al posto di squallidi spacciatori che indisturbatamente lucravano su quei giovani disperati dalle vite spezzate che ti chiudevano la bocca dello stomaco a vederli sfasciati ogni mattina sotto casa! Quando si vogliono portare esempi cerchiamo di farli col giusto senso della misura visto che citandomi ha però dimenticato di ricordare quel principio d’incendio alla mia auto che mi costò, oltre le spese di carrozzeria anche una parte delle mie vacanze estive. Quindi, parliamo di un’altra storia e di un altro periodo, o no! Per restare coi piedi per terra ed avere quella giusta onestà intellettuale che pur non le manca, forse si farebbe bene a far memoria del passato poco edificante del quartiere del Carmine per trovare quella giusta soluzione che possa coniugare l’aspetto positivo delle presenza giovanile, e non solo, per le strade ed i vicoli del Carmine come una opportunità di rinascita e controllo sociale del territorio con le giuste esigenze dei residenti che hanno tutto il diritto ad aver garantito il rispetto ed il riposo serale. Il voler a tutti costi demonizzare la situazione odierna, seppur fastidiosa, come se fosse un ritorno al recente e tragico passato, può aver come probabile e serio rischio quello di ricacciare indietro tutte quelle opportunità che oggi insieme a quelle ragazze e a quei ragazzi che per la prima volta, senza paura, vengono a conoscere il Carmine, sono rappresentate da queste nuove attività imprenditoriali che non sono solo i bar degli schiamazzi, ma laboratori artigianali ed artistici e, magari, incentivanti ad un ripopolamento abitativo del quartiere Il futuro del Carmine e del centro storico non è continuare a volerlo dipingere come luogo difficile, ma pensare ad un recupero sociale, culturale ed ambientale per non ricadere in un pericoloso vortice di nuovo abbandono e degrado.

  7. Egregio Sig. Bresciani, non ho il piacere di conoscerla.
    Le chiedo solo una cosa: ma lei è venuto recentemente in zona, nel fine settimana, fra le ore 1 e 3 di notte?
    La invito a farlo e poi penso che se e’ una persona responsabile, poi cambierà idea.
    Le persone meritano rispetto nei loro diritti fondamentali di cittadini ( compresso quello di poter dormire).

  8. Caro sig. Bresciani, con il suo appello al "volemose bene" e la drammatizzazione delle sue vicende personali quali il principio di incendio alla sua auto, lei assume un ruolo di protagonista riguardo al contrasto di situazioni passate che non le riconosco e un protagonismo rispetto a vicende attuali che non conosce poichè abita mille miglia lontano. Certo è che lei, in passato, non so ora, coltivò ambizioni politiche, a differenza del sottoscritto. Io ho memoria del suo lamentarsi di rapporti molto tesi con parte della clientela di un bar; clientela alla quale lei sospettava fosse da attribuire l’evento richiamato, ammesso che fosse doloso. Me lo disse allorchè, motivando la sua ricerca di una nuova casa, lei visionò un’abitazione che miei parenti, non bresciani, avevano posto in vendita.
    Circa la necessità di rendere compatibile il diritto allo svago dei giovani e le esigenze dei residenti concordo totalmente con lei. Peraltro non c’è da inventarsi nulla: basta che ciascuno, per parte, sua rispetti le norme esistenti e che chi è preposto le faccia rispettare, qualora siano trasgredite.

  9. Ma il Bresciani e socio ci vengono a raccontare come è la situazione a casa nostra, abitando a mezzo chilometro di distanza? Siamo sicuri che loro non han nessun fastidio, ma se avessero un pò di sensibilità arriverebbero a intuire cosa vuole dire avere 90 decibel in camera da letto all’una di notte, come rilevato da tecnici del Comune.

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