Primarie, oggi si vota il candidato premier del centrosinistra. Boom di votanti nella Leonessa

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L’ora X è arrivata anche per il Pd bresciano. Domenica, dalle 8 alle 20, gli elettori del centrosinistra potranno infatti recarsi ai seggi per scegliere il leader della coalizione in vista delle prossime politiche. Cinque i candidati in corsa: Laura Puppato, Bruno Tabacci, Pier Luigi Bersani, Matteo Renzi e Nichi Vendola. E se nessun candidato otterrà il 50% più uno delle preferenze, il 2 dicembre si terrà il ballottaggio tra i due più votati. Possono votare tutti i maggiorenni e gli stranieri in regola con il permesso. Per accedere al voto è necessario presentarsi ai seggi e registrarsi con carta d’identità e tessera elettorale, sottoscrivendo un appello di adesione alla coalizione. Nel Bresciano i seggi sono 190, e saranno presidiati da circa 1.700 volontari. Gli elettori preregistrati sono invece 12mila e altri 6mila si sono presentati ai seggi prima di pranzo.

Quanto agli schieramenti, i big bresciani – a parte Emilio Del Bono, che non ha esplicitato il sostegno per nessun candidato – sono quasi tutti schierati con Bersani. Con il segretario Pd, infatti, ci sono i tre parlamentari bresciani, Pierangelo Ferrari, Paolo Corsini e Guido Galperti, i due segretari, Pietro Bisinella e Giorgio De Martin, i due consiglieri regionali, Gian Battista Ferrari e Gian Antonio Girelli, e alcuni esponenti del Psi come il segretario Maria Cipriano. Con Renzi, invece, stanno il sindaco di Paderno Franciacorta Vivenzi, l’ex consigliere comunale Vergani, il vicesegretario provinciale Riccardo Frati, il consigliere comunale del Pd Alfredo Bazoli e Laura Castelletti, che – pur non essendo schierata con la coalizione – ha dichiarato che sosterrà il sindaco di Firenze. Nichi Vendola, ancora, avrà l’appoggio dei rappresentanti di Sel e di Marco Fenaroli. Mentre con Bruno Tabacci ci sono i vertici dell’Api (Luciano Cantoni) e il sindaco di Castegnato Giuseppe Orizio. Per Laura Puppato alcune donne capitanate dalla gardesana Leila Moreschi.

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  1. Due euro è circa il costo medio nazionale di un chilo di pane. Sono previsti tre milioni di elettori…fate un po’ voi il conto in quintali di pane. Il ricavato lo devolverei così, visti i tempi.

  2. il PD é l’unico partito che non appartiene ad un capo/padrone: berlusconi, di pietro, casini, grillo. E la lega? non si sa ancora se sopravviverà al dopo Bossi.

  3. Con i 2 euro almeno di sottoscrizione volontarie e non derivante dai contributi statali, si pagano le spese per l’allestimento delle primarie. Non mi divertono, invece, i commenti invidiosi di coloro che si sono digeriti le dentiere ed i lifting dei loro capi e tante altre porcate coi soldi del finanziamento pubblico. Le polemiche se fossero stati più attenti, le avrebbero potute fare su ben altri aspetti, ma non certo su coloro che vanno consapevolmente a votare e decidono liberamente di partecipare al finanziamento delle primarie del primo e del secondo turno.

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