Comitati ambientalisti: “Brescia peggio di Taranto”. Sabato la presentazione dei dati

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(a.c.) «Ambiente e vita – Brescia e Taranto a confronto». Questo il titolo del convegno promosso per sabato mattina, alle ore 8:45 presso l’Auditorium San Barnaba, dal Coordinamento dei Comitati Ambientalisti della Lombardia.

Il tema del confronto, come è facile intuire, verterà sulle analogie tra il caso-Ilva di Taranto e la situazione ambientale bresciana; saranno prese in esame non tanto le emissioni inquinanti e nocive da parte dell’acciaieria, ben al di sopra rispetto quelle nostrane, quanto gli effetti a medio e lungo termine degli inquinanti per la salute umana. Due gli elementi anticipati dalla coordinatrice Imma Lascialfari: la concentrazione media di diossine e Pcb nel sangue (da 25,3 a 46,7 picogrammi per grammi di grasso corporeo a Taranto, tra i 54 e i 419 picogrammi a Brescia, in base alla zona di residenza, con i picchi registrati ovviamente nei pressi della Caffaro); la concentrazione media di diossine nel latte materno (valori pari a 9,1 picogrammi a Taranto, nei presi dell’acciaieria, mentre a Brescia, nel latte della mamma residente in zona Caffaro presa in esame, i picogrammi sono 140). 

I relatori che interverranno: Prof. Giorgio Assennato, Direttore Generale Arpa Puglia, Dott. Giulio Sesana, Direttore Dipartimento Arpa Brescia, Dott. Fulvio Porta, Primario Unità di Oncoematologia Pediatrica (BS), Dott. Federico Bisceglia, Sostituto Procuratore e Prof. Marino Ruzzenenti, Storico dell’ambiente.

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UN COMMENTO

  1. Finalmente, dopo la rivolta dei cittadini con i vari comitati di autodifesa, l’ambiente bresciano intossicato a profitto dei pochi sta diventando centrale nel dibattito pubblico.
    Caffaro,a cciaierie in città (Ori Martin , Alfa acciai ed altre), inceneritori, traffico, fiume Mella, val Trompia: solo per elencare i siti di inquinamento ambientale principali.
    La politica tutta (dx e sn) ancora vive nell’ottocento vedendo solo il problema economico fregandosene del territorio che è un bene che non si rigenera una volta distrutto: pensiamo d’ora in poi ai nostri figli e nipoti.
    A Brescia manca una puntuale analisi della situazione del territorio ed una vera indagine epidemiologica su tumori e malattie da inquinamento (nessuno che le proponga). La politica si è sempre occupata di "grandi opere" che generano profitto ai gruppi di potere economico giocandosi la salute di noi "sudditi".
    Occhio nelle prossime elezioni!!

  2. però hanno pedonalizzato, volete mettere??? così un residente fa 5 km minimo tutte le sere nel centro storico per cercare un parcheggio, quando prima ne faceva forse mezzo, bravi w l’inquinamento

  3. Forse qualcuno di voi ricorderà Carcarlo Pravettoni, storico personaggio di mai dire gol. Era un imprenditore guascone che asfaltava e cementificava l’impossibile andando contro ogni logica morale e se ne sbatteva altamente della salute dei cittadini sghignazzando allegramente… Lì però era solo satira

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