Un nuovo brand per sostenere la brescianità

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Un marchio della brescianità. E risorse – non un fiume di parole o vaghe dichiarazioni di intenti – per promuoverlo. La Provincia di Brescia ha messo sul piatto mezzo milione di euro con l’obiettivo dichiarato di dar vita alla più ambiziosa azione anti-crisi dell’era Molgora. “Un progetto epocale”, così l’ha definito il presidente, presentato ufficialmente lo scorso 25 maggio, quando per la prima volta le reflex dei fotografi hanno potuto immortalare il logo registrato dal Broletto nel 2010: un volto ruggente di leone dai contorni azzurri, al centro del quale campeggia la scritta – in stampatello – “Made in Provincia di Brescia”.

Ma la straordinarietà dell’iniziativa non è certo nell’estetica, che richiama – pur rivisitandolo con originalità – il simbolo del Comune di Brescia e di diverse società sportive. Bensì nell’obiettivo di fondo: quello di dar vita a un marchio di identificazione territoriale, che aiuti le aziende più piccole a fare rete e permetta ai consumatori bresciani di scegliere i “prodotti” della Leonessa. I requisiti da rispettare per fare mostra del “bollino” sono molto precisi. Almeno il 60 per cento della produzione e delle maestranze deve risiedere nel territorio provinciale. Il richiedente, inoltre, deve essere in regola con il pagamento dei contributi sociali e previdenziali, dimostrando anche di aderire ai princìpi di qualità, sicurezza, tutela ambientale, risparmio energetico e innovazione. Infine le aziende interessate devono versare una quota di adesione triennale legata al volume d’affari nell’anno solare precedente alla presentazione della domanda (si va da un minimo di 300 euro a un massimo di 5mila).

In cambio, gli aderenti all’iniziativa riceveranno un kit con il merchandising e le regole di utilizzo di un simbolo che non è soltanto “una garanzia della qualità di un prodotto”, ma soprattutto un segno distintivo della sua provenienza e dei valori espressi dalla rete di imprese del territorio. Un’opportunità in più, insomma, per coloro che vogliono puntare sulla brescianità delle proprie produzioni o dei propri servizi. “In un momento tanto difficile per l’economia”, ha spiegato l’assessore alle Attività produttive Giorgio Bontempi durante la conferenza stampa, “il Broletto scende in campo con un investimento importante per valorizzare il territorio, dando un’opportunità in più alle piccole e medie aziende dell’artigianato, del commercio, dell’agricoltura e del turismo di far crescere i propri fatturati e di partecipare a condizioni agevolate alle iniziative che verranno organizzate per la promozione del marchio”. Sì, perché l’iniziativa è finalizzata in primo luogo a sostenere quella miriade di realtà (110mila le aziende attive nella provincia) che non dispongono di un brand riconoscibile, fornendo loro la possibilità di utilizzare un logo che richiama le tante eccellenze bresciane nei campi dell’enogastronomia, dell’artigianato, delle armi e del turismo. “Questo”, ha sintetizzato Bontempi, “non è un marchio di prodotto, ma di territorio: un territorio che vanta una forte cultura del lavoro e la cui economia è composta per il 98 per cento da piccole imprese".

“L’abbiamo promesso in campagna elettorale”, ha quindi aggiunto Molgora, “e, dopo due anni di lavoro, siamo riusciti a realizzarlo. Con questa iniziativa vogliamo tutelare il consumatore e, nel contempo, aiutare le tante imprese che hanno avuto il coraggio di non delocalizzare a diventare più forti. Una scelta coraggiosa e innovativa, la nostra, perché – per sostenere il tessuto economico – non abbiamo scelto di puntare sulle opere pubbliche o sui contributi diretti. L’intento”, ha concluso il presidente del Broletto, “è che i bresciani diano la preferenza ai beni e ai servizi che vengono offerti dalle aziende del loro territorio invece che a quelli esteri, prestando fiducia a chi opera quotidianamente per dare ricchezza, benessere e qualità alla provincia”.

Una fiducia che, almeno degli intenti dei promotori, sarà ben risposta. Anche i consumatori, infatti, avranno vantaggi concreti da questa operazione. Controlli collaborativi e un comitato di vigilanza garantiranno il rispetto delle regole, contrastando le eventuali contraffazioni e – come ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura Gianfrancesco Tomasoni – “fornendo maggiori certezze per quanto riguarda la sicurezza alimentare e le qualità organolettiche dei prodotti”. In questo modo, inoltre, si potrà “promuovere l’internazionalizzazione del comparto agricolo bresciano”, che è uno dei principali d’Italia e gioca un ruolo significativo nel definire il bilancio annuale del sistema-Brescia. Ma non solo. L’assessore Silvia Razzi, infatti, ha già preso l’impegno di portare l’iniziativa del Broletto alla prossima edizione della Bit, la Borsa internazionale del turismo di Milano. Perché il vero sogno del Broletto – come ha sottolineato Molgora, chiedendo “grande appoggio” alle associazioni di categoria – è quello di contribuire a “portare Brescia nel mondo”.

PER CONTATTI

La richiesta di utilizzo del marchio può essere presentata da qualsiasi impresa (cinque i settori di riferimento: agricoltura, industria, artigianato, commercio, servizi e turismo) in possesso dei requisiti citati. La procedura può essere conclusa on line attraverso la sezione dedicata del sito ufficiale del Broletto (www.provincia.brescia.it), dove è disponibile tutto il materiale informativo. Per informazioni dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12 – ci si può rivolgere allo Sportello marchio (Area Sviluppo Economico, Settore Economia e Politiche Negoziali al secondo piano di via Cefalonia 50), direttamente, telefonicamente (030.3749.342/308/278) o via mail (progettieconomia@provincia.brescia.it).

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  1. Peccato che chi ha inventato questo brutto marchio, e poi chi lo ha pagato coi nostri soldi, non si sia accorto di aver rappresentato un leone maschio, e non una leonessa…

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