Terminato il restauro della Sala dei Divani

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La Fondazione del Teatro Grande annuncia la conclusione degli interventi di restauro della Sala dei Divani, uno dei tre ambienti destinati al Caffè del Teatro Grande – Berlucchi che dallo scorso ottobre la Fondazione del Teatro Grande ha reso accessibile al pubblico tutti i fine settimana, anche oltre il consueto orario di spettacolo.

Durante l’estate 2012, in accordo con la Società del Teatro Grande e con la Sovrintendenza di Brescia, la Fondazione del Teatro Grande ha affidato alla Libera Accademia di Belle Arti LABA l’intervento di restauro conservativo della Sala: da giugno a settembre hanno lavorato restauratori professionisti affiancati da giovani studenti dell’Accademia che hanno potuto quindi intervenire in prima persona su uno dei monumenti storici più importanti della Città.

Il Caffè del Teatro Grande si arricchisce quindi di una Sala totalmente nuova: il restauro effettuato ha riportato alla luce gli affreschi ottocenteschi del soffitto, che richiamano lo stile del Ridotto e della Sala della Reggenza, e alcuni affreschi delle pareti che potrebbero essere oggetto di un futuro intervento.

Il restauro della Sala dei Divani si inserisce nel più ampio piano di intervento di recupero del Teatro Grande che negli ultimi anni ha coinvolto il Ridotto e le sale ad esso adiacenti (2011 restauro Sala della Reggenza, 2010 restauro Sala del Teosa), nell’obiettivo di una maggiore apertura del Teatro Grande alla città. La Fondazione vuole infatti riportare il Massimo cittadino al centro delle frequentazioni del pubblico bresciano, in quanto è forte l’esigenza di rendere accessibile un edificio che, oltre ad essere luogo di spettacolo, è anche un monumento nazionale strettamente legato alla storia della città. Per chi vive sul territorio, ma anche per chi è solo di passaggio, il Grande è sicuramente una tappa imperdibile e l’apertura del Caffè è un’occasione per scoprire gli ambienti del Teatro Grande al di fuori della normale attività istituzionale di spettacolo, un’esperienza unica che avvicina nuove tipologie di pubblico e promuove l’accesso ai luoghi della cultura, nonché la valorizzazione del patrimonio storico bresciano.
L’obiettivo è anche quello di rendere il Caffè del Teatro Grande – Berlucchi un vero e proprio caffè culturale in cui si possa assistere ad eventi, incontri, conferenze e concerti. Il Caffè del Teatro Grande è legato al nome dell’azienda Guido Berlucchi & C., Socio della Fondazione del Teatro Grande e una delle più importanti cantine di produzione vitivinicola italiana. La famiglia Ziliani ha creduto in questo progetto e ha deciso di sostenerlo, mettendo a disposizione la propria professionalità e i propri prodotti.

La Sala dei Divani è quindi ora accessibile a tutti sia durante gli spettacoli, sia nelle giornate di apertura del Caffè del Teatro Grande – Berlucchi: sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 21.00 (compatibilmente con l’attività di spettacolo).

L’INTERVENTO DI RESTAURO
La Sala dei Divani è ubicata nell’edificio del Teatro Grande tra la “Sala del Caffé“ o “Buvette”, il Ridotto e la prima fila destra dei palchi.

In passato è stata oggetto di trasformazioni e riuso come si è potuto capire dalla lettura stratigrafica degli intonaci e della muratura. Non esiste documentazione storica in merito alle decorazioni rivenute sul soffitto a volte e sulle pareti.
Da una analisi visiva, le superfici dipinte delle quattro pareti e della volta risultavano coperte da vari strati pittorici di recente stesura che ricoprivano la decorazione originale. Al fine di valutare la natura dello strato sottostante, sono stati eseguiti molteplici tasselli stratigrafici. Tutti i tasselli mostravano che la superficie dipinta presentava numerose lacune e abrasioni che interessavano lo strato della pellicola pittorica e alcuni strati sottostanti ad essa.

La superficie cromatica dei tasselli si presentava interrotta da abrasioni, crepe e microfessurazioni che rendevano la decorazione poco leggibile in alcuni punti.

Sono stati rinvenuti ben due strati d’intonaco dipinto ed una campagna di ripasso e riordino cromatico che possono entrambi essere temporalmente collocati tra la visita dei sovrani del 1817 (per quell’occasione lo stesso Giuseppe Teosa pulì e ripassò le ornamentazioni e le dorature che si erano “sollevate o discostate”) e la campagna di restauri del periodo 1862-1909.
L’intera superficie delle pereti e della volta si presentava, prima del restauro, ricoperta da più strati di colore di recente stesura. Sotto questa superficie è stato rinvenuto un intonaco decorato: quello della volta è completo, mentre quello delle pareti purtroppo è frammentario fino a quasi a due metri di altezza a causa delle ripetute manutenzioni.

Nell’intervento di restauro si è proceduto in primis al descialbo delle superfici tramite azione meccanica ammorbidendo con impacchi gli strati da togliere; poi si è proceduto al consolidamento in profondità al fine di ristabilire l’adesione dell’intonaco al supporto murario.

Dopo il consolidamento, si è proceduto alla stuccatura delle lacune di supporto con materiali compatibili agli originali e sta per concludersi la fase di ritocco pittorico a rigatino e velature sottotono della pellicola pittorica mancante con acquarelli.

Sulle pareti l’intervento si riduce al parziale recupero delle superfici del prospetto est, come esperienza pilota, al fine di individuare (data la dimensione delle lacune) un sistema di reintegrazioni che permetta una riconoscibilità immediata dell’intervento di restauro rispetto alla superficie originale, ma al tempo stesso ne faciliti una corretta e piacevole godibilità per il fruitore, in accordo con l’ente preposto alla tutela del bene (Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Bs, Cr, Mn).
Responsabile dell’intervento di restauro: prof.ssa Elisa Pedretti Assistenti: restauratrici Silvia Gaffurini, Elisa Rosa
Studenti coinvolti: Mariagrazia Marchesini, Elena Redavelli, Tania Ciullo, Adele Morfino, Giulia Toscani, Consuelo Lanasa

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