Pochi i botti in luoghi pubblici della città, e nessuna multa

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(a.c.) Il regolamento parlava chiaro, e i bresciani per senso civico e forse anche per paura della multa da 130 euro, tuttosommato l’hanno rispettato, almeno per la maggior parte. Allo scoccare della mezzanotte tra 31 dicembre e primo gennaio non sono stati numerosi i botti ed i fuochi d’artificio esplosi in città, e la maggior parte di questi è stata accesa in spazi privati. Certo, qualcosa si è sentito e visto anche nelle strade e nelle piazze, ma si è trattato di poca roba, tant’è che la polizia locale ha reso noto che non è stata staccata alcuna multa.

Bilancio positivo anche per quanto riguarda le conseguenze dei botti sull’incolumità delle persone: dei 361 feriti che si sono registrati in Italia, oltre a due decessi, in Campania, solo 2 sono quelli che hanno visto protagonista un bresciano. Il primo è un ragazzo di Darfo Boario Terme, recatosi al pronto soccorso per l’esplosione di un botto che gli ha ferito la mano, il secondo un 18enne di Lumezzane, di origini pakistane, ferito dalla scheggia di una bottiglia di vetro esplosa assieme al petardo che lui vi aveva introdotto. La scheggia che per poco non ha colpito l’occhio gli si è conficcata nel sopracciglio.

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  1. Che barzelletta!
    Se non sono state date multe non vuol dire che non sono stati sparati i petardi!
    È come tutte le auto parcheggiate sui marciapiedi durante le serate della movida bresciana. Si è costretti a camminare sulla strada perché entrambi i lati dei marciapiedi sono occupati! Peró per i nostri amministratori queste auto non esistono perché di fatto le multe non vengono date!

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