Il lavoro di Vito Crimi in Corte d’Appello non è incompatibile con la sua candidatura al Senato per il Movimento 5 Stelle

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(a.c.) E’ candidato come secondo in lista Lombardia per le elezioni al Senato, e contemporaneamente svolge il lavoro presso l’ufficio di Presidenza della Corte d’Appello di Brescia, dove passano al vaglio le candidature e dove vengono trasmessi i dati elettorali. Incompatibilità? No, secondo la legge, ma Vito Crimi, candidato del Movimento 5 Stelle, ha deciso di restare fuori dalle operazioni elettorali del suo ufficio, e di assentarsi dal lavoro fino all’esito del voto.

Vito Crimi ha spiegato la sua situazione sulle colonne di Bresciaoggi in edicola stamane: «Ufficialmente non esiste alcuna incompatibilità tra lo svolgimento delle mansioni di funzionario pubblico e la candidatura alle politiche, a maggior ragione visto che l’ufficio elettorale della Corte d’Appello di Brescia, competente per i territori di Brescia, Bergamo, Cremona, Mantova e Lodi, si occupa di supervisionare soltanto le operazioni relative alla Camera dei deputati, mentre quelle per il Senato vengono svolte nel capoluogo lombardo».

Nonostante ciò, spiega Crimi, «per una questione di onestà e chiarezza […] dal 26 febbraio sino ai risultati definitivi prenderò qualche giorno di ferie o di aspettativa per motivi personali e quindi non retribuita».

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  1. Crimi è’stato molto chiaro relativamente alla sua non presenza nelle giornate successive al voto, anche perchè dal 26 febbraio (pur se tecnicamente solo dal giorno della proclamazione ufficiale) sino alla fine della legislatura sarà sicuramente senatore della Repubblica. Diversa è invece la sua presenza, come funzionario pubblico della Corte d’Appello, in sede di presentazione e soprattutto di controllo delle liste elettorali di tutti i partiti e movimenti che si presentano nella Circoscrizone della Camera Lombardia 2. Come indiscusso principale rappresentante del "Movimento 5 Stelle" di Brescia e provincia (movimento che si presenta in Lombardia 2) presumiamo che Crimi, più che per onestà e chiarezza solo per eccesso di zelo, non sarà presente nemmeno alle succitate operazioni di controllo e verifica.

  2. Trombato alle regionali con un grande risultato: 3%!
    Dopo tutta questa pubblicità il posto in parlamento per lui è assicurato: questi grillini riciclano proprio tutto!

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  4. Come commento ad altro articolo, chiedevo a piergi se mi sa dare il dato relativo al numero di persone che hanno votato Crimi alle "parlamentarie pentastellate": è un dato che mi interessa, ma non riesco a reperirlo nella trasparenza della democrazia liquida. Se qui mi legge, riesce per piacere ad aggiornarmi? Grazie.

  5. Da un quotidiano online qui del bresciano: I bresciani in lizza erano 13 (su 34 nomi per la circoscrizione Lombardia 2): Vito Crimi è risultato primo, ottenendo 381 preferenze. Dietro di lui, con 266 voti, Ferdinando Alberti. Al sesto posto Claudio Cominardi (147 preferenze), al settimo Tatiana Basilio (133), al nono Girgis Giorgio Sorial (128). Davide Scala (126) è decimo, Nevio Gamba (73) 11esimo, 18esimo Marco Bono (64), 24esimo Raul Rosenthal (51), 25esimo Massimo Idra (43), a seguire distanzato solo di una postazione c’è poi Simones Ferrari (39). Massimo Pastori (28 voti) è 30esimo, seguito, alla postazione 31, da Stefano Gavazzeni (26).

    Non è però possibile, almeno io non l’ho trovato il dato percentuale.

  6. Grazie infinite. Ma 381 "preferenze", visto che ciascun elettore (dell’oligarchia) poteva esprimere tre "preferenze", significa che l’hanno votato 381 persone o 381:7=127 persone? Ciascun "avente diritto" poteva esprimere tre preferenze per la stessa perona? Possiamo dire che l’hanno votato da 127 a 381 persone? E si sa in quanti abbiano votato in Lombardia (persone, non preferenze)? Scusate, ma purtroppo sono solo laureato… Certo che, come trasparenza, non c’è male…

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