Nadia Fanchini, una medaglia frutto della determinazione di chi non ha mai mollato

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(a.c.) In settimana piangeva, depressa per i risultati che non arrivavano, e per quella paura che sembrava non farla più sciare al massimo. Ieri era la sua ultima occasione in questi mondiali austriaci di Schladming, la discesa libera, e Nadia non se l’è lasciata sfuggire. Qualcuno ha parlato di exploit, di risultato inaspettato, quasi fosse frutto del caso. Chi la conosce bene sa invece che la medaglia d’argento che porterà a casa non è casuale: certo nemmeno lei forse si aspettava tanto, ma il risultato è meritatissimo, ed è frutto della determinazione con la quale è voluta tornare sugli sci dopo tutti gli infortuni che ha subito. Nadia Fanchini voleva tornare a sciare da protagonista, non da comparsa, e ce l’ha fatta. Se la fortuna girerà un po’ dalla sua parte ne vedremo delle belle, nei prossimi anni.

Lesione di entrambi i legamenti crociati e collaterali delle ginocchia il 31 gennaio 2010, Nadia si rompe nuovamente il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, l’anno seguente, in discesa libera. Tornata in pista con continuità solo meno di un anno fa, l’atleta di Montecampione fino a ieri ha sciato con il freno a mano tirato. Al momento giusto però il freno l’ha mollato. Scesa con il numero 2 è rimasta virtualmente in testa alla gara per più di un’ora, fino alla discesa di Marion Rolland, francese che la ha strappato l’oro dal collo. Ma va bene così. 

”E’ quasi incredibile quello che mi è successo – ha detto Nadia in tv -. Questo secondo posto arriva dopo tanto lavoro e scarsi risultati, tanto che quasi quasi non ci speravo più. Era questo il motivo per cui l’altro giorno ho vissuto un momento di sconforto dopo il supergigante. Oggi è una giornata veramente speciale".

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