30 i motociclisti bresciani arrabbiati per i mezzi spariti a Bergamo, domani il presidio al tribunale

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(a.c.) Hanno ceduto la moto in conto vendita per far fronte a spese improvvise, o perché non riuscivano più ad utilizzarla o ancora perché semplicemente avevano intenzione di acquistarne una diversa. Tutti propositi andati in fumo in seguito al fallimento della concessionaria che, con dolo, avrebbe architettato un sistema truffaldino. Sono una trentina i motociclisti bresciani beffati nelle vicende legate alla concessionaria "Angolo della moto" di Covo, comune della bergamasca. Domani, assieme ad altri centauri arrabbiati, saranno fuori dal Tribunale di Bergamo per un presidio di protesta, per attirare l’attenzione dei media e dei giudici impegnati nel caso.

Tutto è partito alcuni mesi fa, quando diversi motocilisti che avevano portato il loro mezzo in concessionaria, affinché i titolari trovassero un acquirente, si sono accorti che qualcosa andava storto. Chi ha chiesto la restituzione della moto non è stato accontentato, altri invece hanno ricevuto un assegno in seguito alle pressioni ai titolari ma, una volta ricevuto, si sono accorti che era scoperto. La motorizzazione ha confermato i sospetti: alcuni mezzi "spariti" sono stati reimmatricolati in Germania. Impressionante il giro di moto scomparse: centosessanta. Sarà dura riavere indietro i soldi (gli acquirenti tedeschi delle moto le hanno acquistate ignari della truffa), impossibile riavere indietro le moto. 

La pagina Facebook dei motocilisti truffati: http://www.facebook.com/AngoloDellaMotoCovoTruffa

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