Burocrazia, cantieri, energia. “Brescia è già smart”

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Continua nel pomeriggio, al San Barnaba, il confronto sull’ “edilizia intelligente” promosso da Bsnews.it e 12 Mesi nell’ambito del convegno “Real estate nella Smart city”. Dopo la mattinata di lavori “tecnici”, dalle 15 il dibattito si è fatto più politico, con gli interventi del sindaco Adriano Paroli e il deputato uscente del Pdl Stefano Saglia, intervistati dal direttore del dorso bresciano del Corriere della Sera Massimo Tedeschi. Con loro lo studioso Andrea Granelli, il presidente del collegio Geometri Giovanni Platto e Tiziano Pavoni in rappresentanza del collegio Costruttori.

“Non so se Brescia è partita dopo altre città sul tema Smart city, ma arriverà prima perché ne ha le energie”, ha detto Paroli, “non a caso abbiamo appena festeggiato il 40esimo anno di teleriscaldamento, mentre solo oggi si sta arrivando su Milano. Sono convinto che nell’arco di tre o quattro anni la Leonessa potrà diventare un modello per il Paese e per l’Europa. L’idea che essere smart passi anche attraverso gli edifici e l’edilizia – non dal blocco delle opere e delle infrastrutture fisiche – è giusta e noi stiamo lavorando lungo questa linea, ad esempio con il parcheggio sotto il Castello e la sede unica del Comune. Ma guai a concepire le opere in modo isolato, senza pensare alle interazioni con il resto della città”. Sollecitato da Tedeschi sulle attese da parte degli operatori rispetto al ruolo dell’amministrazione, quindi, il sindaco ha sottolineato che le modalità per incentivare i costruttori ad abbattere gli edifici fatiscenti per realizzarne di nuovi sono sostanzialmente due: l’aumento delle volumetrie e gli incentivi sugli oneri di urbanizzazione. 

“Trovo pericolosa la dimensione modaiola per cui tutto è smart”, ha esordito Granelli, “la questione va riportata alla pianificazione della città: la tecnologia viene subito dopo. ‘Smart’ oggi, per gli americani, è una parola che si può ricondurre ai concetti di intelligenza e tecnologia, ma le città non potranno mai essere intelligenti: per questo preferisco ricondurre il termine alla ‘metis’ greca e all’intuito. Anche perché le nostre città sono diverse e hanno un cuore antico. Oggi uno dei grandi temi è costruire un sistema di coprogettazione, coinvolgendo cittadini e imprese nel redarre un piano condiviso”.

“Brescia”, ha quindi spiegato Saglia, “non dovrebbe porsi il problema di dire quanto è smart, ma accettare di esserlo già. Sul fronte della mobilità la metropolitana è una sfida importante, mentre sulla mobilità elettrica va sottolineato che l’infrastruttura in città esiste già. Per quanto riguarda i rifiuti non possiamo non citare il nostro termovalorizzatore, che è una fonte rinnovabile. E ancora: abbiamo nelle case i contatori più avanzati dal punto di vista tecnologico. In generale una delle sfide di oggi, per la Leonessa come per l’Italia, è quella di rendere efficienti le reti. Il futuro si gioca sull’energia, ma anche sull’edilizia: bisogna far emergere il nero e far lavorare il sistema d’indotto. Per questo la leva fiscale è decisiva”.

“Sui contributi per la ristrutturazione citati da Saglia”, ha precisato il direttore di Bsnews.it e 12 Mesi Giorgio Costa, “è determinante la questione del credito: ho invitato al convegno un paio di istituti, hanno declinato gentilmente l’offerta e mi sembra significativo”.

“Sulla burocrazia è tutto da rifare: anche quando si parla di intervenire sull’esistente è necessario prevedere incentivi dal punto di vista normativo per superare le difficoltà che si pongono immancabilmente anche quando non si parla di edifici storici o di pregio”, ha quindi detto il geometra Platto, che ha concentrato tutto il suo intervento sulle difficoltà dei costruttori e dei professionisti dell’edilizia nel rapportarsi con le istituzioni.

A chiudere Pavoni del Collegio Costruttori. “Sulla smart city”, ha detto, “vogliamo essere molto concreti. Gli edifici devono rispondere a tre criteri: comfort, sicurezza e risparmio energetico. Queste sono le tre priorità. Per riqualificare il patrimonio, però, è necessario ragionare per quartieri, non singolarmente, governando il percorso in modo che prevalga l’interesse della comunità. Inoltre è essenziale la leva finanziaria. Speriamo che la smart city, a Brescia, non rimanga solo un progetto sulla carta”.

 

ARTICOLO AGGIORNATO IN TEMPO REALE DURANTE GLI INTERVENTI (CHIUSO ALLE 16.59)

 

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  1. Cementificare la città è smart? la sede unica del Comune, che svuota il centro e rende (ancora più) inutile la metro è smart? il parcheggio sotto il castello è smart? Paroli non sa di cosa parla. Ennesima conferma di quanto sia incapace di pensare ‘smart’. Brescia merita di più.

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