Il concerto di Bocelli al Grande ha fruttato 112mila euro, ecco come verranno spesi

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(a.c.) A distanza di cinque mesi dal concerto di Andrea Bocelli presso un Teatro Grande gremito, lo scorso 10 ottobre, è stato reso noto il bilancio dell’iniziativa benefica che coinvolse la onlus «Le olimpiadi del cuore» assieme alla Fondazione Lonati e alle istituzioni locali che concessero gratuitamente l’utilizzo del teatro.

La voce del tenore ha fruttato la bellezza di 112mila euro, al netto delle spese di organizzazione. Grazie alla generosità dei tanti bresciani che pagarono il biglietto saranno erogati 100mila euro alla parrocchia di Finale Emilia per la ricostruzione dell’asilo distrutto dal terremoto, 7nila euro ai frati francescani di Mostar e 5mila euro a Claudia Koll impegnata nella costruzione di un ospedale pediatrico in Burundi.

Alcuni commenti a margine della presentazione dei risultati del concerto, riportati sulle colonne di Bresciaoggi in edicola stamane.   Giovanni Lodrini, direttore generale della Fondazione Lonati: «Brescia si conferma una città straordinaria in fatto di generosità: per noi è stata una bellissima iniziativa, come filosofia alla Fondazione piace fare qualcosa che lasci una traccia concreta e reale. Un nuovo asilo è quanto di più concreto si potesse fare».

Andrea Arcai, assessore alla Cultura in Loggia: «È la testimonianza che la cultura può muovere qualcosa di straordinario nonostante i continui tagli; certi eventi sono il motore della rinascita, la Madonna dovrebbe farlo capire anche a chi siede in Parlamento». 

Piergiorgio Merlo, presidente della onlus «Le olimpiadi del cuore»: «Dobbiamo ringraziare tantissimo Brescia e i bresciani, chi è venuto al concerto e chi invece ha sponsorizzato l’evento. Abbiamo scelto di aiutare Finale Emilia, e l’asilo in particolare, per dare un messaggio forte, ripartire dai bambini significa pensare concretamente al futuro. Non è stato facile far quadrare tutti i conti, non è stato semplice perché in tanti hanno lavorato gratis e qualcuno ha anche dato il suo contributo. Tutti, da chi ha lavorato in segreteria a chi è salito sul palco, hanno contribuito. Oltre a questa grande soddisfazione, ci siamo accorti che fare del bene è qualcosa di contagioso: in tanti ci hanno aiutato anche se non interpellati, molte associazioni ci hanno scritto dicendo che vogliono fare qualcosa con noi in futuro. Posso dire che qualcosa si sta muovendo, abbiamo altre idee sempre di questo tipo e questa esperienza ci ha insegnato che con il cuore si possono tagliare grandi traguardi».

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