Incidenti sul lavoro, Acli: “La crisi rallenta la crescita della cultura della sicurezza”

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Sul lavoro si continua a morire. Fanno riflettere i dati presentati dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering relativi agli incidenti mortali sul lavoro nei primi mesi di quest’anno. “E’ vero che nel primo bimestre del 2013 i morti in Italia sono stati 49, cioè il 25,8% in meno rispetto all’anno precedente, quando furono 66. E questa è sicuramente una buona notizia – si legge in una nota dell’Acli di Brescia – Che però va messa in relazione con la situazione occupazionale e la crisi economica. Oltre al fatto che il numero di occupati è diminuito, va poi tenuto presente che in un momento come quello che stiamo vivendo molte persone sono disposte ad “inventarsi” un lavoro o ad accettare occupazioni con meno tutele”. “Mettendo dunque a rischio la sicurezza. La nostra provincia (insieme a Ferrara e Cosenza), detiene il triste primato con 3 decessi dall’inizio dell’anno – continua il comunicato -. E siamo al 19° posto nella classifica per l’incidenza tra numero di decessi e numero di occupati. In termini numerici è la Lombardia a risultare la regione più colpita con 10 vittime. Eppure in tema di sicurezza le norme non mancano. Il fatto che i settori più colpiti siano grosso modo sempre gli stessi (agricoltura ed edilizia in primis), indicano la fatica che sta facendo la cultura della sicurezza, che da molti (imprenditori e lavoratori) viene vista come un impedimento e un freno alla crescita. Come associazione di lavoratori ci preme ricordare l’importanza della formazione, per fare in modo che cresca una cultura del lavoro che metta al centro la sicurezza e la persona. Il tema della sicurezza del lavoro dovrà entrare nell’agenda del prossimo governo, che potrebbe detrarre le spese che le imprese destinano alla formazione sulla sicurezza dei lavoratori. Come Acli abbiamo a cuore questo tema. Essere attenti alla sicurezza dei lavoratori significa anche concretizzare l’attenzione al valore della vita, che viene prima di qualsiasi esigenza produttiva”.

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