Archiviata la petizione anti-Bigio di Pd e Sel. Giunta e maggioranza dicono sì al ritorno della statua

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E’ finito con "Bella Ciao" cantata dall’Anpi di Brescia e dal Magazzino 47 il Consiglio comunale di Venerdì 5 aprile. Il motivo? Il Bigio e il possibile ripristino in piazza Vittoria. Il tema è stato sollevato con la presentazione della petizione dei cittadini per chiedere di non posizionare la statua, ma Pdl, Lega, Udc e Ali hanno fatto fronte comune per il suo ritorno. Quindi per Giunta e maggioranza si ripristina il progetto originario di Piacentini. Agguerrito il centro sinistra: "E se è vero che le parole sono pietre è altrettanto vero che le pietre sono parole", ha ammonito, scrive il Bresciaoggi, il pd Claudio Bragaglio.  Di "valore fortemente simbolico" parla Donatella Albini di Sel "è per questo che venne rimossa nel 1945", ribadendo il fatto che per tirar fuori quella statua sono stati speso soldi, mentre si tagliava il welfare. 

 

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UN COMMENTO

  1. Evviva! Ha vinto la storia! Di statue mutilate da giacobini et similia durante tutta la storia dell’uomo ne sono già pieni i musei, questa invece tornerà integra nella sua posizione originale, e di questo ci saranno grati i posteri, che saranno i nostri figli. Perchè questo è il Bigio, una STATUA, solo una STATUA, ed è finita qui.

  2. Appello agli antifà: Colletta per comperare zappe per rompere i canali, riallagare la pianura Pontina e sommergere Littoria con un’azione non solo simbolica.

  3. Ma, mettono la statua e tolgono il archeggio per ripristinare lo stile originario ?
    Non sarebbe meglio usare questi soldi ( tanti o pochi che siano) per fornire materiaale didatti alle scuole comunali, per la mancanza del quale devono supplire i genitori di tasca propria?

  4. Il riposizionamento è stato voluto unicamnete per restituire completezza al progetto originario dell’architetto Piacentini. Ma manca ancora, nella torre a destra denominata Torre della Rivoluzione (fascista, ovviamente) il bassorilievo rappresentante Benito Mussolini a cavallo, anch’esso rimosso nel 1945. Rimettiamolo al suo posto e poi, sempre per completezza, organizziamo un’adunata rievocativa di Balilla, Giovani Italiane e Moschettieri del Duce.

  5. Tutti quegli ammennicoli possono essere rimpiazzati da una statua di Grillo, dal web e dai blog. I personaggi e gli strumenti cambiano, ma ideologie e modi prevaricanti rimangono e si ripresentano, ciclicamente.

  6. Il giorno dell’inaugurazione sfoggerò un forchettone per ricordare gli eredi dei compagni giovanili del maestro di Dovia ed in omaggio agli epigoni, degli stessi, riciclati un computer col marchese del grillo come logo.

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