Caso Caffaro, Emilio Gnutti: “Non esiste alcun collegamento tra me e l’inquinamento della Caffaro”

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"Non esiste né è mai esistito, né è possibile evocare alcun collegamento tra la mia persona e l’inquinamento provocato dalla Caffaro". Così Emilio Gnutti interviene sul caso dell’azienda bresciana dopo che la trasmissione Tv “Presadiretta” del 31 marzo aveva citato anche la sua persona.

DI SEGUITO COMUNICATO INTEGRALE

"In relazione alla trasmissione Presadiretta, andata in onda domenica 31 marzo 2013 su Rai3, desidero comunicare all’opinione pubblica, ma soprattutto ai bresciani, l’unica verità e la corretta informazione sul ruolo che dalla trasmissione, attraverso i contenuti di un servizio, mi è stato attribuito. Non esiste né è mai esistito – né è possibile evocare alcun collegamento tra la mia persona e l’inquinamento provocato dalla Caffaro. E’ risultato, e lo apprendo anch’io dalle notizie di stampa, che la produzione di PCB alla Caffaro è cessata nel 1984, e che l’attività produttiva di sostanze chimiche – in ipotesi pericolose – è anch’essa cessata negli anni Novanta. Nel 1999 Hopa, società della quale ero amministratore delegato, nell’ambito della sua attività tipica di partecipazione aziendale, si è limitata ad acquisire, come altre banche, una quota del pacchetto azionario della società Bios Spa, che ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto della Snia, società controllante la Caffaro Spa. Ciò è avvenuto, quindi, molto tempo dopo la produzione e lo sversamento di sostanze inquinanti da parte della Caffaro, nella quale non ho mai avuto ruoli formali né tantomeno operativi, e della cui attività non mi sono mai occupato. Non sono mai stato indagato in alcun procedimento penale (peraltro conclusosi con l’archiviazione) che riguardasse reati ambientali in relazione alla attività della Caffaro. Qualsiasi collegamento, quindi, tra l’inquinamento prodotto dalla società e la mia persona è falso e privo di ogni fondamento. Ho pertanto dato mandato ai miei legali di intraprendere tutte le iniziative giudiziarie ritenute necessarie a tutelare la mia reputazione da qualsiasi falsa rappresentazione della verità che direttamente, o attraverso le particolari modalità di informazione, possano indurre nell’opinione pubblica l’idea di un qualsivoglia collegamento – anche indiretto – tra l’inquinamento, eventuali patologie e la mia persona. Questo sia per quanto riguarda il contenuto della trasmissione Presadiretta, sia per eventuali future notizie che, anche solo con ambiguità, possano essere lesive della mia onorabilità. Mi sono sempre assunto le mie responsabilità quando esse mi erano attribuite per fatti connessi alla mia attività lavorativa, ma non è tollerabile che sulla base di nulla la mia persona possa essere in qualche misura evocata in relazione ad un comportamento inesistente, al quale sono totalmente estraneo e del quale non ho, al di fuori di essere cittadino bresciano, alcuna notizia".

 

 

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UN COMMENTO

  1. Ha ragione Emilio Gnutti a difendere la sua onorabilità. Infatti la nuova domanda che ci poniamo è cosa succederebbe nel caso in cui la Magistratura riaprisse l’indagine penale a suo tenpo archiviata con non poche ombre circa la reponsabilità soggettiva ed oggettiva correlate ai reati di omicidio colposo e disastro ambientale. Cosa farebbe il nuovo Sindaco di Brescia ? Ci piacerebbe sentirlo dire dai candidati che aspirano ad essere primo cittadino a fine maggio.

  2. Massimo rispetto per il finanziere Gnutti che giustamente Paolo Corsini accolse il giorno dell’insediamento nel Consiglio di Amministrazione di ASM del Presidente di HOPA con queste parole (era il 19 gennaio del 2003 ed ASM era stata quotata in Borsa nel luglio del 2002): Gnutti porta la sua grande esperienza di uomo di spicco della finanza. Vorremmo sapere da Corsini quali grandi benefici abbia poi portato questa grande esperienza ad ASM ed alla comunità civica bresciana.

  3. una semplice riflessione:
    gnutti = facile sparare persona nota e molto invidiata;
    domanda:
    ma perche’ ora in riferimento alla caffaro si parla solo di Gnutti (dove peraltro, mi sembra di capire che abbia acquisito partecipazioni in caffaro con altre societa’, senza peraltro averla mai gestita direttamente), e non si denunciano le istituazioni atte al controllo dei disastri ambientali, quali l’ARPA, l’ASL??? dove erano ai tempi della produzione?? dove erano quando dovevano dare i dati del disastro?? dove era la magistratura bresciana negli anni 80-90??
    perche’ non si fanno tutti questi nomi????
    risposta:

    non si fanno qs nomi perche non sono famosi, non creano la notizia…..o forse perche’ anchessi per il silenzio hanno avuto qualche agevolazione???

  4. Mah, va bene che la Caffaro ha smesso di produrre PCB da decenni, ma le varie operazioni finanziarie e il fallimento hanno fatto si che non ci sia piu’ qualcuno a cui chiedere i danni, oltre al fatto che dal sito abbandonato continuano a disperdersi i veleni. SNIA si è trovata con "la Peppa" quando è scoppiato il caso. Hanno separato la parte buona e abbandonato la Caffaro e Bresa al loro destino … Capitani coraggiosi!Mah, va bene che la Caffaro ha smesso di produrre PCB da decenni, ma le varie operazioni finanziarie e il fallimento hanno fatto si che non ci sia piu’ qualcuno a cui chiedere i danni, oltre al fatto che dal sito abbandonato continuano a disperdersi i veleni. SNIA si è trovata con "la Peppa" quando è scoppiato il caso. Hanno separato la parte buona e abbandonato la Caffaro e Bresa al loro destino … Capitani coraggiosi!

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