Maratona di Boston: 3 morti e 140 feriti. La paura dei bresciani presenti

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Un incubo, una tragedia sfiorata, un miracolo. Così si sentono alcuni maratoneti bresciani sopravvissuti alle bombe alla maratona di Boston, la più antica del mondo. Tra gli italiani partiti anche i bresciani Maria Vittoria Togni; Federico Pozzi e Giovanni Benedusi. Come riporta il Bresciaoggi alla notizia della tragedia sono scattetate le ricerche via telefono e web dei familiari dei maratoneti. Il primo a dare notizie è stato Benedusi: la febbre lo aveva fermato in hotel, non potendo così partecipare alla gara.  Alle 22.30 sul blog BresciaMarathon un appassionato ha annunciato di aver sentito Maria Vittoria Togni, 46 anni, che ha detto di stare bene ma di non avere notizie degli altri due bresciani partiti con lei in un gruppo di 227 italiani totali. Anche Pozzi, 54 anni, è stato fermato al 40esimo chilometro proprio per lo scoppio delle bombe. "Non ho visto nulla, ma una mia amica stava facendo il suo miglior tempo ed è arrivata a 500 metri dalla fine quando la polizia l’ha bloccata e lei implorava, fatemi passare. Non glielo hanno permesso, ora si sente una miracolata", ha detto la Togni all’Ansa.  Ora i maratoneti italiani, e tutti gli altri venuti per partecipare alla storica gara sono barricati negli hotel.

I FATTI:  La prima bomba è esplosa a poche centinaia di metri dal traguardo, alle 15 di lunedì, ora locale. Il tempo di capire l’emergenza che è esplosa la seconda bomba lungo la strada. E poi una terza esplosione, nella vicina biblioteca John Fitzgerald Kennedy. In totale ci sarebbero almeno tre morti: una delle vittime è un bambino di 8 anni. Un primo bilancio parla anche di 141 feriti. Tra questi molti (almeno 17) sono gravissimi, e almeno 10 avrebbero subito amputazioni. 

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