Una mostra fotografica per il Tibet e il suo popolo errante

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(a. tonizzo) Foto che mostrano una serenità imperscrutabile, quella del popolo tibetano, profugo nel mondo. Scatti esposti, fino al 31 maggio, a Tibet la Bottega, nata a Brescia il 14 ottobre 2011 con obiettivi precisi: dare un aiuto concreto ai Tibetan Children’s Villages (TCV) – sei centri sparsi sul territorio indiano, fortemente voluti dal Dalai Lama per la cura e l’educazione dei bambini tibetani in esilio –, e valorizzare i giovani artigiani locali, acquistandone i manufatti, unici e inimitabili. Tibet la Bottega si affianca alla fondazione bresciana Tibet House Foundation, creata nello stesso periodo sotto la benedizione di Sua Santità il XIV Dalai Lama, con lo scopo di farne conoscere l’opera di "Portatore di Pace nel mondo", sostenendo parimenti la causa tibetana stessa. Una vita segnata dall’occupazione cinese del 1959, causa dell’enorme genocidio – e conseguente fuga – di un popolo mansueto, pacifico e profondamente spirituale. “Tutte le opere esposte – ha raccontato Francesca Merigo, titolare della Bottega – ci sono state donate, e sono in vendita, come tutto ciò che si trova qui, per raccogliere fondi da devolvere agli oltre 16mila bambini dei TCV”. Dodici fotografi professionisti (Nico Bonometti, Claudio Bendinelli, Franco Rovetta, Paolo Cassola, Pierpaolo Romano, Roberto Dotti, Giancarlo Radice, Marco Beretta, Antonio Auricchio, Agostino Bonetti, Enrico Pescatini, Claudio Cardelli), già affezionati al popolo in diaspora, hanno raccolto, tra il Tibet e l’India, momenti di vita quotidiana, di meditazione. Oltre 20 opere che raccontano la bellezza e la semplicità di una comunità che non può scomparire. La mostra è visitabile tutti i giorni, dalle 15,30 alle 19, a Tibet la Bottega di via Pusterla 6/c. tibetlabottega.jimdo.it www.tibethousefoundation.it

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