Imu prima casa, Cgil: a Roma tagliano, a Brescia ringraziano

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Bandiera Cgil
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Con un comunicato la Camera del Lavoro di Brescia torna sull’ipotesi avanzata dal Governo di togliere l’Imu sulla prima casa, una mossa che la Cgil non condivide, con diverse motivazioni.

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO:

Il governo delle larghe intese toglie ai poveri per dare ai ricchi. Le capacità comunicative e di persuasione di Silvio Berlusconi erano note da tempo, ma mai avremmo pensato che fosse in grado di ammaliare in tal modo anche i vecchi oppositori politici ora alleati. La vicenda dell’Imu è emblematica. Per mesi è stato detto che i problemi sono quelli del cuneo fiscale, delle tasse sui redditi troppo alte, dei pagamenti per le piccole imprese, dell’Irap, del finanziamento della cassa integrazione in deroga e via dicendo e ora, al dunque, si parla solo di Imu. Del resto, al contrario, si vagheggia. A questo punto, altri già lo fanno seppur in modo diverso, i numeri li diamo anche noi. Dei 2,7 miliardi di gettito Imu sulla prima casa a livello nazionale, 400 milioni sono quelli che riguardano le case civili e popolari e 2,3 miliardi quelli che riguardano case signorili, ville e castelli. A Brescia, dei 110 milioni incassati complessivamente, poco più di 75 sono quelli rimasti nelle disponibilità del Comune. E, di questi, 13 milioni sono quelli derivanti dalla prima casa (da quelle popolari alle ville in Panoramica per intendersi).

Insomma, una grande operazione ideologica ma anche di sostanza. Già ora ci sono esenzioni e detrazioni per la prima casa, ma anche noi siamo convinti che queste possano e debbano essere rimodulate per eliminare alcune storture e dare respiro ai ceti medi e bassi. Ma da qui a togliere l’Imu sulla prima casa per tutti ce ne passa parecchio. Se l’operazione andasse in porto a trarne reali vantaggi sarebbero solo i proprietari di case signorili, i ceti alti per capirsi, e a essere penalizzati sarebbero i ceti medi e bassi. Al di là dell’iniquità, un’operazione che non ha nemmeno logica economica. L’Imu (anche sulla prima casa) esiste ovunque nel pianeta e toglierla comporta altre tasse (sui redditi) o, in alternativa, il taglio di servizi a livello locale. Parliamo di assistenza domiciliare, asili, prestazioni per giovani coppie o anziani. A Brescia, negli ultimi anni, l’Amministrazione si è già dilettata in questo stillicidio di tagli. Fa impressione quindi vedere i manifesti per strada di ringraziamento «A Silvio» per il taglio dell’Imu da parte della maggiore forza politica che sostiene la giunta cittadina. Nelle altre città i sindaci responsabili, di centrodestra e centrosinistra, in queste ore sono preoccupati per il taglio dell’Imu e già si chiedono come faranno a finanziare il welfare locale già in crisi. Qui invece si fa festa, in un eterno presente, in attesa del voto di fine maggio e dimentichi dei 30 milioni di deficit del bilancio comunale con i quali la prossima amministrazione dovrà fare i conti.

 

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