A2A, Bragaglio contro Ravanelli: a che titolo esprime giudizi?

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Con un comunicato inviato oggi il consigliere comunale del Pd Claudio Bragaglio critica duramente il direttore generale di A2A Renato Ravanelli per le dichiarazioni rilasciate contro l’ipotesi di un cambiamento della governance dell’azienda. “A che titolo il Dg esprime tali giudizi? Egli”, continua Bragaglio, “pensa che con l’eventuale vittoria del centro sinistra, anche a Brescia (dopo Milano), si debba fare il contrario di ciò che hanno fatto Moratti e Paroli, con l’azzeramento degli organi precedenti?”.

ECCO IL TESTO DEL COMUNICATO

sulla stampa locale dell’8 maggio è apparsa una sorprendente dichiarazione del Direttore Generale di A2A, dott. Renato Ravanelli, che, con riferimento alle elezioni ed al rischio d’un eventuale “ribaltone” dei due Consigli (Gestione e Sorveglianza), afferma che “c’è un Codice Civile e ci sono regole societarie di corporate governance: il Consiglio di Sorveglianza e il Consiglio di Gestione scadranno tra due anni e faccio fatica a vedere meccanismi diversi”.

Fatica comprensibile, direi! Ma a che titolo il DG esprime tali giudizi? Egli pensa che con l’eventuale vittoria del centro sinistra, anche a Brescia (dopo Milano), si debba fare il contrario di ciò che hanno fatto Moratti e Paroli, con l’azzeramento degli organi precedenti? E’ forse questa una sua critica ai due Sindaci, ma da lui – diciamo – coraggiosamente espressa in forma postuma?

Chi di dovere e a tempo debito dopo le elezioni deciderà nel merito di queste cose. Per ora vale la pena di soffermarsi sulle “decisioni” già assunte, ma che l’esperienza di questi mesi – di A2A, nonché dello stesso Ravanelli – ha contraddetto.

Sulla questione della governance di A2A la Mozione, approvata in Consiglio un anno fa (7.5.12), è chiara: “si ritiene… che in corso di mandato si determini il superamento del sistema duale”. Quindi essa afferma esattamente il contrario di ciò che sostiene Ravanelli. Forse con l’intento, il suo, di conservare lo status quo per gli attuali amministratori.

Autorevolmente è già stato detto che il centro sinistra non praticherà lo Spoil System attivato irresponsabilmente da Paroli e Moratti, e che ha – oltretutto – danneggiato A2A. Ed il  riferimento è non solo al ricorso per il risarcimento economico, vinto dall’ing. Capra.

La Mozione del Consiglio fa, oltretutto, riferimento ad una riduzione di emolumenti per amministratori e direttori, al superamento della pletora degli amministratori dei due Consigli. Nonché ad una profonda revisione della struttura aziendale che non penalizzi, come ora avviene, Brescia. Ad un anno ormai di distanza la Giunta Paroli non ha dato corso a tale Mozione. In particolare sul rilancio del progetto industriale.

Sul sistema duale è inoltre assodato che tale modello non sia funzionale per società industriali e per le Utilities.

In una ennesima valutazione critica, fatta di recente anche in “Affari e Finanza” di Repubblica (13.5.13) emerge come il sistema duale sia finito sotto accusa per la poca efficienza, la reciproca paralisi di organismi duplici e per l’eccesso di poltrone. Un modello, mal copiato dall’esperienza tedesca, introdotto quasi casualmente con la riforma societaria del 2004 e che riguarda oggi un ristretto numero di banche. E per le Utilities v’è la sola eccezione di A2A.

La Mozione sostiene che è “prioritaria” la ridefinizione della Governance, anche in vista di ulteriori aggregazioni (auspicabile con Linea Group). Da qui l’inderogabile necessità di modificare Statuto e Patti parasociali.

Sulla partita di A2A si giocano il futuro d’un cambiamento, nonché la scommessa della possibile compatibilità – di cui più volte ha parlato Del Bono – tra i programmi delle varie forze che si oppongono al Sindaco Paroli. Vale per il PD che ha sottoscritto una Mozione, ma che non la vede applicata. Per la lista Castelletti e per chi oggi si riconosce nella Lista Fenaroli, e che allora non l’hanno votata. Per lo stesso M5S che nel suo programma esprime una critica sulla fusione ASM-AEM e che, giustamente, pone  il problema del recupero del ruolo strategico di Brescia.

Ravanelli propone invece per A2A il congelamento degli attuali Consigli e – se del caso – pure di se stesso. E si capisce il perché. Ma a questo inaccettabile congelamento, che danneggia A2A, va contrapposto un vero cambiamento. Praticando non certo la logica di potere dello Spoil System, come fece Paroli, ma una ravvicinata modifica dello Statuto e dei Patti parasociali, la modifica dei rapporti con le realtà territoriali, nonché la realizzazione d’un nuovo progetto industriale di A2A.

 

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