Festival Pianistico Internazionale, Franco Battiato tra i protagonisti

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Fa certamente notizia la presenza di Franco Battiato al Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, Festival che per due giorni esce dall’ambito prettamente classico che lo contraddistingue. Battiato farà un omaggio ai cinquant’anni del Festival con due concerti in programma giovedì 23 maggio (ore 21.00) al Teatro Donizetti di Bergamo e venerdì 24 (ore 20.45) al Teatro Grande di Brescia. Con il musicista siciliano saliranno sul palco l’Orchestra del Festival, guidata da Carlo Guaitoli nella doppia veste di pianista e direttore, Angelo Privitera, tastiere e programmazione, e l’attore Giulio Brogi.

 

Per Franco Battiato si tratta di un ritorno al Festival dopo 35 anni: nel 1977 e nel 1978, nell’ambito della rassegna di musica contemporanea, vi furono due prime esecuzioni assolute di suoi brani per pianoforte. Nella prima circostanza (11 giugno al Teatro Donizetti di Bergamo), Antonio Ballista eseguì Zâ. L’anno seguente (5 giugno al Teatro Grande di Brescia e 6 giugno al Donizetti di Bergamo) Massimiliano Damerini eseguì L’Egitto prima delle sabbie, uno dei pezzi vincitori del 1° Concorso di Composizione “Karlheinz Stockhausen”.

Il programma dei concerti di giovedì e venerdì è articolato in tre momenti diversi. La parte iniziale sarà dedicata a cover di Lieder classici come Gestillte Sehnsucht di Brahms o di canzoni come Ruby Tuesday dei Rolling Stones e La chanson des vieux amants di Jacques Brel. Nel momento centrale, dopo l’interpretazione di Guaitoli de L’Egitto prima delle sabbie, sarà proposto, in prima esecuzione, L’incubo della farfalla, brano composto da Battiato, su testo di Francesco Ferracin, per voce recitante, due pianoforti e orchestra. Conclude il concerto un’ultima parte con brani noti e meno noti della produzione di Franco Battiato. Insieme a La cura, L’oceano di silenzio, Prospettiva Nevskij si potranno ascoltare L’ombra della luce e Le sacre sinfonie del tempo (dall’album Come un cammello in una grondaia, 1991), Lode all’Inviolato (da Caffè de la paix, 1993), Il re del mondo (da L’era del cinghiale bianco, 1979).

A Bergamo si registra il tutto esaurito. A Brescia i pochi biglietti rimasti saranno in vendita alla biglietteria del Teatro Grande (tel. 030.2979333) il giorno stesso del concerto.

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UN COMMENTO

  1. E’ tutto finito.Solo la Scala sembra resistere a quest’invasione degli pseudo artisti della musica leggera.Riempire un teatro e batter cassa è più importante della tradizione iniziata da Michelangeli.Vergogn a!Avete profanato un festival glorioso!

  2. Meno male che il Festival, per volonà della vedova del maestro, non è più intitolato ad Arturo Bendedetti Michelangeli, uno dei più grandi pianisti del Novecento. Ci sarà però Battiato, che suonerà un guazzabuglio musicale che spazia dalla coverizzazione di Brahms ai Rolling Stones: bene. Un buon motivo per ricordare chi sentimmo in quei Festival, su quel palcoscenico, oltre al nostro Michelangeli: Richter, Firkusny, Cziffra, Arrau, Kempff, Gilels, Pollini, Magaloff, Weissenberg ed altre decine di mostri sacri della tastiera. Nei giorni del cosiddetto Fetsival Internazionale, ce ne staremo a casa quest’anno. Per rispetto della musica classica, del Teatro Grande (infestato ormai da musicanti, saltimbanchi o ugole leggere) e del passato che rese grande questa città e la sua tradizione culturale. Certo, con un altro Sovrintendente, forse…

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