Elisa Buzzi presenta “Etica della cura medica”: appuntamento il 3 giugno all’Università cattolica

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Afferma Robert Spaemann che: “Non esiste un’idea di persona. Esistono soltanto persone reali”.  E, in ambito medico, sono queste “persone reali” al centro delle cure, esattamente come lo sono i medici, chiamati insieme ai pazienti ad essere presenti l’uno all’altro nel tempo della sofferenza. Ecco il senso delle pagine raccolte da Elisa Buzzi nel suo volume “Etica della cura medica” appena pubblicato dall’Editrice La Scuola. L’opera sarà al centro di un incontro promosso dal  Centro Studi sull’Organizzazione Sanitaria  – Gruppo di ricerca geriatrica, lunedì 3 giugno 2013 , alle ore 18, presso la Libreria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia in via Trieste 17D . Alla presenza dell’autrice, dopo  l’introduzione di Renzo Rozzini  (Centro Studi sull’Organizzazione Sanitaria dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore, Brescia), interverranno  Enrico Agabiti Rosei (Facoltà di Medicina e Chirurgia,  Università degli Studi di Brescia), Luciano Eusebi  (Facoltà di Giurisprudenza, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano), mentre le conclusioni sono affidate a Marco Trabucchi  ( Direttore Scientifico  Gruppo di Ricerca Geriatrica, Brescia). Verranno affrontati, seguendo gli spunti offerti dal volume, i nodi della problematica etica che coinvolge tutti i settori della medicina odierna prospettando una serie di sfide intellettuali e morali della massima importanza tanto per il futuro della professione quanto per la società nel suo complesso. La medicina affronta queste  sfide con il supporto di una tradizione di riflessione morale e di codificazione deontologica che l’accompagna fin dalle sue origini e con la consapevolezza del ruolo centrale che l’etica ha sempre avuto nella sua autocomprensione come professione finalizzata alla cura al sollievo della sofferenza.  In questa prospettiva, la relazione di cura emerge come “principio architettonico” della medicina, in grado di fornire la cornice di riferimento per una teoria etica normativa e per la definizione delle “virtù” e delle obbligazioni che ineriscono al “patto di fiducia” che fonda l’alleanza terapeutica tra medico e paziente.

 

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