L’acqua nelle Alpi, Laboratori e percorsi d’arte in Valle Camonica

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Riparte con la prima residenza di studio, aperto_2013 art on the border e torna protagonista l’arte contemporanea in Valle Camonica con la quarta edizione della rassegna dedicata al tema “l’acqua nelle Alpi”.

La manifestazione, promossa dal Distretto Culturale e dal Responsabile dei Progetti artistici, Giorgio Azzoni, con la collaborazione del Parco dell’Adamello, è un progetto pluriennale che nasce con l’obiettivo di “attivare esperienze artistiche capaci di radicarsi nell’ambiente e stabilire un colloquio dialettico con il luogo e la storia del territorio, con l’uomo e il suo statuto poetico”. Filo conduttore della nuova edizione, sarà l’acqua con la quale gli artisti si confronteranno per dare forma a opere site specific, nei linguaggi dell’arte contemporanea.
Dopo l’esperienza della prima edizione del 2010 che si è svolta nei comuni di Darfo Boario Terme, Bienno e Breno, la seconda edizione 2011 dislocata in Alta Valle Camonica con sette i comuni coinvolti, l’edizione 2012 attivata a Villa Dalegno e Temù, Braone, Cevo e la Valsaviore, quest’anno si svolgerà lungo i segni d’acqua, il fiume Oglio e la città termale di Darfo Boario Terme.

Due artisti senior con due giovani artisti under 35 selezionati tramite bando pubblico, sono chiamati ad interpretare il territorio attraverso la propria sensibilità artistica.
In questa edizione 2013 gli artisti opereranno una ricerca incentrata sull’acqua, rintracciando legami tra territori, luoghi e significato dell’abitare, individuando la relazione tra natura e cultura in una terra di montagna, sempre nel dialogo aperto con le comunità, con i materiali e la temporalità.
La stretta relazione con il territorio permetterà alle diverse sensibilità artistiche di coglierne l’essenza e di tradurre significati e valori in forme, percorsi e azioni, grazie anche alla presenza degli artisti tutor di riferimento: Stefano Boccalini e Ettore Favini, che realizzeranno anch’essi un’opera, e indirizzeranno le ricerche degli artisti selezionati: Loredana Di Lillo, Simona Di Meo I lavori così realizzati esprimeranno i valori culturali, ambientali e sociali, messi in opera mediante le attività di ricerca e sperimentazione che saranno condotte nei luoghi scelti e interpreteranno il tema della manifestazione, dando forma alle materie e alle relazioni con valori e saperi instaurati durante il percorso.

Le attività saranno svolte in collaborazione con il Parco dell’Adamello, e in sintonia con la seconda edizione della Fiera della Sostenibilità nella natura alpina, che avrà come tema l’acqua.

L’acqua è la ‘materia’ di riferimento da cui muoveranno tutti i progetti artistici, che saranno collocati in differenti luoghi della Valle. L’acqua è fonte di vita, risorsa comune e bene pubblico; connota e modella il paesaggio montano ed è contenitore di memoria e ambivalenza (nel collegare o dividere, nel determinare crescite o distruzioni). Il suo rapporto con i luoghi e l’ambito antropologico saranno indagati nella fase di studio e di ricerca, e guideranno la restituzione del lavoro al contesto in cui nasce. L’acqua potrà essere considerata in tutte le sue forme: solida nel ghiacciaio dell’Adamello, liquida nei corsi d’acqua e nei laghi, come materia fisica e sonora. I corsi d’acqua e il fiume saranno letti in sè e nel loro rapporto dialettico con la socialità, con l’agire e il pensare umano.
Sarà attivata una relazione con le forme variabili e quelle consolidate, con l’ambiente valligiano e le sue trasformazioni in atto, recuperando valori su cui ricostruire comportamenti individuali e sociali. Le aree di margine e gli ambiti fluviali permetteranno di operare nello scambio vivificante con la natura. Nel segno dell’arte pubblica e della responsabilità.

Il progetto si propone di identificare, attraverso un processo paziente, forme ed aspetti
primari della presenza dell’acqua in ambito montano: il suo scorrere e mutare permetterà di rintracciare segni di natura e cultura nella dinamica del fluire perpetuo. Il percorso di ricerca artistica e scavo antropologico sarà condotto interpretando le forme del fare dispiegate nel paesaggio, inteso come il ‘presente remoto’ che contiene forme, azioni e immaginario in grado di generare pensiero

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