Aib, si cambia

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Il 27 maggio Marco Bonometti sarà eletto alla presidenza dell’AIB. Non è una novità, i lettori di bsnews.it sapevano già da dicembre che Bonometti aveva stravinto il sondaggio, i lettori dei giornali locali e del Corriere della sera avevano già annusato il vento del cambiamento che soffiava impetuoso tra gli industriali bresciani. Ma il vero vincitore di questa contesa, aspra come non mai, è l’AIB. Gli industriali, infatti, hanno dimostrato che credono nella loro associazione, che la vogliono di nuovo efficiente, forte e rappresentativa. A tutela della loro categoria, ma anche nell’interesse più generale del territorio bresciano, nel quale l’industria rappresenta ancora la fonte più significativa di lavoro e di benessere. Adesso tocca a Marco Bonometti, assurto a simbolo del cambiamento, ed il suo non sarà un compito facile, date le condizioni di partenza. Ha però buone carte in mano. Tre su tutte, e probabilmente determinanti. La prima è quella di avere le mani assolutamente libere, perché la sua elezione è avvenuta senza compromessi, senza patteggiamenti, e può quindi decidere in piena autonomia, sia per quanto concerne le strategie, sia per quanto concerne la squadra che sceglierà per realizzarle. La seconda è il largo sostegno chiaramente espresso alla sua candidatura da imprese grandi, piccole e medie di tutti i settori, che gli consentono di assumere tutte le decisioni che saranno necessarie per cambiare e per rimettere la nave sulla rotta. La terza è la sua appassionata determinazione. Lo ha detto a chiare lettere, Bonometti, e c’è da credergli. Non assume la presidenza dell’AIB per decisione di gruppi di potere, ma per volere della maggioranza degli iscritti. Si è impegnato – ha detto – perché vuole restituire all’AIB quello che ha ricevuto quando è stato costretto, ancora giovanissimo, ad assumersi il carico dell’azienda, ed in AIB aveva trovato aiuto, sostegno ed insegnamento. E’ prevedibile che ce la farà, così come ce l’ha fatta a costruire il suo piccolo impero. Purché vada per la sua strada, ascoltando tutti, ma decidendo secondo i suoi principi, i suoi convincimenti ed i suoi valori, per ridare agli industriali bresciani una associazione di alto profilo. Costi quello che costi, perché il gioco vale la candela, ed anche in questo Marco Bonometti non può sbagliare.  

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