Emergenza sfratti, Cisl: “E’ il governo a dover intervenire per risolvere il problema”

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Con un comunicato il sindacato Inquilini Casa Territorio della Cisl di Brescia ha commentato i dati forniti dal Ministero dell’Interno sull’emergenza casa in Italia e in particolare a Brescia.

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO:

I dati forniti dal Ministero dell’Interno in relazione agli sfratti convalidati nel 2012 confermano la gravità della situazione bresciana sul versante dell’emergenza abitativa. Dopo l’impennata registrata nel 2009 con un incremento di oltre il 40% degli sfratti convalidati (dai 1275 del 2008 ai 1825 del 2009) ed un primo picco di 2004 sfratti convalidati nel 2010, il Ministero dell’Interno comunica che nel 2012 in Provincia di Brescia sono stati convalidati 2303 sfratti di cui circa il 98% per morosità del conduttore. Vi è dunque un incremento del 16% degli sfratti convalidati rispetto al 2011 e del 15% rispetto al 2010; il Ministero comunica inoltre che nel 2012 a Brescia e Provincia sono stati eseguiti 957 sfratti mentre le richieste di esecuzioni pendenti erano 2801. La situazione di Brescia è particolarmente grave e lo dimostrano i dati definitivi di Bologna, Firenze e Genova dove gli sfratti convalidati nel 2012 si aggirano fra i 1700 e i 1400. Ad ogni modo, essendosi verificato praticamente dovunque un sostanziale peggioramento, dovrebbe essere ormai chiaro e lampante che lo Stato e la Regione non possono più stare a guardare lasciando la gestione dell’emergenza abitativa all’iniziativa dei singoli Comuni. Il Governo deve intervenire immediatamente con un decreto legge che preveda la graduazione dei provvedimenti di sfratto per il passaggio da casa a casa, compresi quelli per morosità incolpevole. Contemporaneamente deve essere rifinanziato il fondo sostegno affitti (FSA) ed incentivata la locazione con canoni sostenibili, eventualmente offrendo anche ulteriori agevolazioni o garanzie ai proprietari che mettono a disposizione gli immobili inutilizzati. Al tempo stesso non pare più rinviabile una riforma della legge regolatrice del mercato delle locazioni che attribuisca alla contrattazione collettiva un ruolo di maggiore rilievo rispetto al passato ed un rifinanziamento del comparto dell’edilizia pubblica a canone sociale per costruire un sistema d’offerta pubblica adeguato al fabbisogno ed in linea con quelli dei Paesi più avanzati dell’Unione Europea.

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