Fracking, ricercare gas nelle rocce: Cominelli e Bazoli (Pd) contro il progetto

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I due parlamentari Pd Alfredo Bazoli e Miriam Cominelli hanno avanzato un’interrogazione ai ministri dello Sviluppo Economico e all’Ambiente contro il possibile utilizzo del fracking, la tacnica già usata in Usa che prevede la perforazione di rocce fino a 4 chilometri di profondità, progetto presentato nell’aprile 2012 dalla Exploenergy di San Donato Milanese al ministero dello Sviluppo Economico. La zona indicata sarebbe la Bassa bresciana dove, con potenti getti d’acqua nele rocce si potrebe liberare l’eventuale metano imprigionato. Contro questo progetto i due parlamentari. Il progetto «Lograto», scrive il Corsera, interessa un’area di 289 chilometri su tre province (Brescia, Bergamo e Cremona). 31 comuni coinvolti nella Bassa: Roncadelle, Castel Mella, Flero, Torbole Casaglia, Travagliato, Trenzano, Maclodio, Berlingo, Brandico, Lograto, Mairano, Azzano, Longhena, Capriano, Bagnolo, Dello, Corzano, Pompiano, Orzinuovi, Orzivecchi, Comezzano Cizzago, Roccafranca, Castelcovati e Poncarale) e altri della Franciacorta (Chiari, Rovato, Gussago, Ospitaletto, Castegnato e Cazzago).

Al bando in Francia e in Bulgaria, il fracking sfrutta la pressione dei liquidi per provocare delle fratture negli strati rocciosi più profondi e agevolare la fuoriuscita dei gas: "Tale procedura è altamente inquinante -dichiarano i parlamentari – poiché gli agenti chimici e liquidi inquinanti utilizzati per spaccare, impermeabilizzare e tenere aperte le rocce hanno come risultato diretto sull’ambiente la contaminazione dei terreni e delle falde acquifere". Bazoli e Cominelli chiedono di sapere: «se i Ministri possano escludere eventuali futuri progetti di fracking sul territorio italiano, in particolare per il progetto “Lograto” prevedendo in via cautelativa il divieto assoluto dell’impiego di tali tecniche».

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