Dalla Regione “no” all’impianto per il trattamento dell’amianto

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Ad annunciare ufficialmente la chiusura dell’iter per l’apertura dell’impianto a Gianico è stata l’assessore regionale all’Ambiente, Claudia Terzi (Lega Nord) che ha commentato: «Sono lietissima di poter dare questa notizia. Mancava un elemento fondamentale per proseguire e, giustamente, gli uffici del mio assessorato hanno fermato l’iter autorizzativo». La procedura autorizzativa è stata archiviata perché la società richiedente non ha fornito agli organismi competenti di Regione Lombardia, la documentazione indispensabile per poter esprimere un parere di compatibilità ambientale in merito alla certificazione del prodotto in uscita dal trattamento. Sull’argomento è intervenuta anche la camuna Donatella Martinazzoli, Consigliere Regionale della Lega Nord che ha seguito da vicino e con attenzione tutto l’iter: «Non posso che essere soddisfatta per come si è chiusa la vicenda. Giustamente Regione Lombardia ha ritenuto prioritaria la certificazione del prodotto in uscita dal trattamento ai fini della valutazione di compatibilità sanitaria e ambientale del progetto e la Società è risultata priva dei requisiti necessari per poter realizzare l’impianto, confermando quindi le perplessità immediatamente sollevate dai cittadini, dal comitato No Amianto e dalle amministrazioni locali. Ha prevalso il buonsenso ed il terriorio camuno può giustamente tirare un sospiro di sollievo per questa importante vittoria."

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UN COMMENTO

  1. x me e stata una perdita di denaro e di posti di lavoro i nostri politici non pensano alla nostra salute ma solo ai suoi interezzi perche ci sono fabbriche in vallecamonica che dalla perdita di olio dai macchinari immettono quintali di olio nel terreno e dove finisce? e questo per me e peggio di una fabbrica che lavora del amianto

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