Desenzano, sparisce il dialetto dai cartelli stradali. Lega sul piede di guerra

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Ogni paese aveva il suo toponimo in dialetto bresciano: così si presentavano i cartelli stradali a Desenzano. La doppia indicazione, che era stata inserita nella segnaletica dall’Amministrazione Anelli per iniziativa dell’assessore leghista Paolo Abate, è stata rimossa in questi giorni e non sono mancate le polemiche. "Sì, le abbiamo tolte – conferma il vicesindaco Rodolfo Bertoni (Pd) al Giornale di Brescia -. Le abbiamo coperte con la scritta Desenzano del Garda o Comune d’Europa». Sul piede di guerra Paolo Formentini (Lega): "È una vergogna. Con questo gesto il Pd dimostra di volere un’Europa che annulla le identità locali".

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  1. Guardate che più volte i turisti vengono nei negozi a chiedere informazioni sui posti e ci dicono che i cartelli non sono chiari! E’ vero che ci sono i navigatori, ma quando si gira ci si sbaglia facilmente e anche una inezia può creare confusione.A me non frega nulla della politica, ma a me serve che la gente che viene a spendere sia informata bene e non facciamo brutte figure. Certo servirebbe tanto altro, ma almeno queste trovate evitiamole in futuro se torna di nuovo su la Lega.

  2. Mi esprimo in dialetto esclusivamente con i non pochi bresciani che evidenziano grave difficoltà a comprendere le parole italiane ed a esprimersi in lingua italiana.

  3. Per il pd e la cgil la priorità è cancellare la nostra carta d’identità….fra un po’ metteranno direttamente i cartelli in arabo, anzi in congolese!

  4. In tutta Europa non esistono cartelli in dialetto. Esiste piuttosto il bilinguismo ( si parla di lingue ufficiali e non dialetti…) ma la segnaletica turistica e stradale è sempre improntata alla massima chiarezza, anche in funzione del turismo. Smettetela di spararle partito del 3% che non siete altro.

  5. Certo hanno ragione i sigg. del pd. Togliamo i cartelli con la scritta in dialetto,eliminiamo dalle mense scolastiche la carne di maiale(i musulmani non possono mangiarla),le case popolari diamole SOLO alle famiglie extracomunitarie, rendiamo obbligatoria l’infibulazione per le giovani musulmane, rendiamo obbligatoria la poligamia e ,ultima ma non ultima, rendiamo obbligatorio il matrimonio tra persone dello stesso sesso e pure l’adozione de bimbi da parte dei gay…… Così il giorno in cui il popolo italiano sarà stato definitivamente distrutto e reso innocuo (per questo c’è gia la paytv e le partite di calcio)nascerà la Repubblica Popolare Democratica e Antifascista!!!!

  6. SE SI VUOLE SALVAGUARDARE IL DIALETTO CI SONO TANTISSIME FORME… DAL TEATRO ALLA MUSICA POPOLARE, NELLE SAGRE… (Cinelli, i Malghesetti, etc.)… E SPONSORIZZO IN PRIMIS QS INIZIATIVE… MA VEDER SCRITTE IN DIALETTO SOTTO I CARTELLI STRADALI HA SOLO UN SIGNIFICATO POLITICO… E PRIMA ANCORA DI CHIEDERSI SE E’ GIUSTO SPENDERE DEI SOLDI PER RIMUOVERLI… BISOGNEREBBE DOMANDARSI SE ERA GIUSTO SPENDERLI PER METTERLI…
    IL DIALETTO E LA PROPRIA CULTURA NON SI RIDUCE A UNA SCRITTA SOTTO IL CARTELLO.. IL RESTO E’ SOLO STRUMENTALIZZAZIONE … GIUSTO TOGLIERLI.. ETICHETTAVANO I PAESI CON CERTE AMMINISTRAZIONI.. MENTRE INVECE IL PAESE E’ DI TUTTI

  7. Che vergogna.. Prima di tutto la scritta era di un carattere decisamente inferiore rispetto a "DESENZANO", e di certo non costituiva un problema per la comprensione. Ma cosa che ritengo vergognosa è che non ci stiamo neanche rendendo conto, ma la nostra Lingua (eh si, il Lombardo, anche nella variante Bresciana, è riconosciuto come lingua dall’UNESCO, e non come dialetto italiano) nel giro di massimo tre generazioni sarà completamente dimenticata se continuiamo in questo modo. Io vivo in Catalogna, il loro "dialetto" è lingua ufficiale ed utilizzato per insegnare nelle università, affianco dello Spagnolo; TUTTI i cartelli sono bilingui (spagnolo-catalano), e per tutti intendo tutti, non solo quelli dei paesi ma proprio le indicazioni stradali, i cartelloni pubblicitari, le avvertenze sui mezzi pubblici, nelle università; qualsiasi documento tu richieda è redatto nelle due lingue. Eppure i catalani, forti delle proprie radici, sono molto più aperti di noi nei confronti delle diverse culture. Smettiamo di fare di una questione culturale una questione politica, e iniziamo a capire che per essere cittadini del mondo, bisogna innanzitutto comprendere (e, se si vuole, amare) la propria cultura, rispettarla e salvaguardarla.
    Ah, per la cronaca, voto a sinistra, nulla a che vedere con la lega.

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