Siderurgica Investimenti, i conti tengono ma la crisi obbliga a profondi cambiamenti

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Anche quest’anno i conti di Siderurgica Investimenti, holding di controllo del gruppo Alfa Acciai, delle famiglie bresciane Lonati e Stabiumi, riescono a tenere, seppur ancora più a fatica dell’anno scorso. A fronte dei tanti sforzi fatti dalla proprietà e dal management per trovare spazi di efficienza e redditività, la situazione competitiva, nella quale il settore dell’acciaio da costruzioni è inserito, rende la crisi del comparto sempre più grave.

A livello di bilancio consolidato la holding Siderurgica Investimenti  ha evidenziato a fine 2012 un fatturato di 1,46 miliardi di euro, di cui il 57% generato in Italia. I ricavi della holding sono stabili, mentre l’utile netto è in flessione, attestandosi  a meno 5,8 milioni di euro contro il risultato positivo di 3,6 milioni di euro del 2011. Il gruppo siderurgico lombardo, leader nazionale nel tondo per cemento armato, ha chiuso l’esercizio 2012 con un cash flow di circa 20 milioni di euro contro i 30 dell’esercizio precedente; l’Ebitda, pari a circa 21 milioni di euro, è diminuito rispetto all’anno prima di oltre 16 milioni. Migliora invece di oltre 7 milioni di euro la posizione finanziaria netta. Investimenti  pari a 33 milioni contro i  25 del 2011, rispettano l’andamento del precedente esercizio e mantengono la preponderanza nell’ambito degli interventi a salvaguardia di ambiente e sicurezza.

La gestione evidenzia una forte continuità, stabilità ed equilibrio dei conti, rispetto ad un contesto di crisi del settore e denota una capacità del gruppo Alfa Acciai di governare la fase recessiva. La strategia  è infatti focalizzata sul consolidamento della fase produttiva senza troppe accelerazioni, tesa a perseguire un basso punto break even, che già negli anni precedenti ha consentito di raggiungere risultati di leggero utile, pur a fronte di un utilizzo  del 60% della capacità produttiva.

A livello di mercato italiano, nel 2012, il fatturato e passato da 615 milioni a 543 milioni, con un calo del 14% a fronte di una riduzione del 30% delle attività di costruzione (che ha prodotto un conseguente diretto impatto sulla domanda di tondo per cemento armato). In questo mercato si è posta particolare attenzione nella gestione dei crediti commerciali vista l’accresciuta rischiosità del mercato interno.

A livello europeo il fatturato  è nettamente cresciuto,  passando da 51 milioni di euro del 2011 ai 63 del 2012.

Opportunità, come noto da tempo, si sono presentate nei mercati dei paesi in via di sviluppo. La regione del MENA (Middle East e North Africa) ha rappresentato un importante sbocco per i produttori europei, russi e turchi. Proprio questi ultimi sono cresciuti, forti della loro competitività basata su costi energetici e del lavoro, unitamente a vantaggi logistici.

Ai produttori europei, specialmente a quelli spagnoli ed italiani, è rimasto soprattutto lo sbocco in Algeria, grazie all’esenzione dei dazi a beneficio dei paesi europei. L’opportunità Algeria si è tradotta più che altro in compensazione della riduzione di domanda sul mercato italiano, il quale resta più remunerativo in termini di prezzi. Il fatturato extra Ue del gruppo è passato dai 149 milioni del 2011 ai 218 milioni del 2012.

L’indebitamento finanziario consolidato, che è il più diretto indicatore della solidità e dell’equilibrio finanziario della società, si è ulteriormente ridotto rispetto al 2011 di altri 7 milioni di euro, attestandosi a 115 milioni. E ciò a seguito dei comportamenti divergenti dei due maggiori segmenti d’attività,  l’acciaio da costruzioni e il business del rottame. Infatti la posizione finanziaria netta è diminuita di 18 milioni di euro nel comparto italiano, dedicato all’acciaio   (49 milioni di euro nel 2012 a fronte di 67 nel 2011), con oneri finanziari netti che hanno pesato per 0,6 milioni di euro. Invece nel comparto tedesco, dedicato al rottame, è cresciuta di 11 milioni di euro (66 milioni di euro nel 2012 a fronte di 55 nel 2011), mentre gli oneri finanziari netti hanno pesato per 2,3 milioni di euro.                                           

Il primo semestre del 2013 ha visto un’ulteriore contrazione della domanda e dei prezzi in Italia, e non appare in prospettiva nessun segnale di inversione di tendenza. Anzi, come già indicato anche da altre aziende del settore, la redditività sta peggiorando significativamente.

La risposta del gruppo a queste ulteriori difficoltà vuole essere chiara ed incisiva. Numerosi e articolati sono gli ulteriori sforzi già messi in atto per il 2013.

Parco rottame: un innovativo investimento complessivo di 13 milioni i di euro fatto in partnership con l’americana Harsco. Nel nuovo parco, operativo da inizio anno, un sistema completamente gestito elettronicamente con sofisticati sistemi di pesatura e rilevazione GPS, dotato di tre grandi gru elettriche ad equilibrio capaci di movimentare giornalmente 8/10.000 tonnellate di materiale, consente di governare con la massima efficacia una delle variabili chiave per un’acciaieria competitiva. Tanto hardware ma, soprattutto tanto software, che sempre di più innova un settore tradizionale qual è sempre stato quello siderurgico.

Il sottoprodotto Sinstone,  pietra sintetica utilizzata per i sottofondi stradali e derivante dal processo dell’acciaieria, è stato ulteriormente perfezionato, offrendo una gamma di applicazioni più ampia. Purtroppo poche “mele marce”all’interno di una soluzione che dovrebbe essere sempre più convincente, rischiano di compromettere l’adozione di questo prodotto. L’ultimo caso, relativo all’autostrada Valdastico riportata anche dalla stampa, ci ha  coinvolto, pur a fronte di una consegna certificata, verificata e limitata di 18.000 tonnellate sulle 300.000 in questione, con l’effetto negativo di bloccare ancora questo mercato e di dovere porre in discarica il prodotto con extracosti di qualche milione di euro l’anno.

Razionalizzazioni industriali. All’inizio di quest’anno è stato chiuso il sito di Parma, mentre già alla fine dell’anno scorso è stata avviata, dopo una stagione di sviluppo ed acquisizioni, una profonda revisione dell’assetto industriale della TSR, società tedesca controllata assieme a due partner locali, Remondis, leader europeo nella raccolta e valorizzazione dei rifiuti, e Cronimet, leader nel campo della produzione, distribuzione e riciclo della materia prima per la produzione di acciaio inox, ferroleghe e altri metalli primari. Con questi alleati Alfa Acciai esercita pariteticamente la gestione, grazie ad una forte complementarietà di esperienze e competenze. TSR è azienda leader in Europa per trading di rottame con 8 milioni di tonnellate movimentate l’anno, 2.000 dipendenti,150 siti produttivi di varia dimensione, più di 3 miliardi di fatturato, di cui 600 milioni attribuiti al bilancio consolidato del gruppo lombardo.

Ridimensionamento programmatico a S Polo. Da poco più di due settimane è stato concluso un accordo con il sindacato, trovando una soluzione idonea a sostituire in modo ancora più valido il regime a contratti di solidarietà. Ormai strutturalmente il sito lavorerà con il target di capacità produttiva ridotto del 40%, con circa 80 persone in meno e il resto dell’intero organico con un regime di orario ridotto del 10%. Banca ore e gestione appropriata delle ferie collettive consentiranno poi di avere la necessaria flessibilità per seguire le necessità di output.

L’attenzione alla performance ecologica è ormai diventato un fatto consolidato. In questi ultimi mesi le aziende del gruppo sono state certificate con il marchio europeo Susteel e – notizia di ieri – del nuovo label ICMQ dove finalmente anche l’acciaio, come altri materiali da costruzione, avrà una sua valorizzazione di ecocompatibilità: i prodotti che escono dal gruppo avranno il più alto livello di performances, il Gold. Nel prossimo convegno nazionale dell’Ordine degli ingegneri, che si terrà a Brescia a fine mese, verranno illustrati i vari aspetti specifici, che derivano principalmente dall’accordo volontario fatto dalle aziende metallurgiche bresciane radunate intorno a Ramet, che ha visto i produttori bresciani di tondo da cemento armato ( coordinati da Sismic) come i primi ad adottare le soluzioni tecnologiche. Ecco quindi che l’acciaio con la caratteristica Gold  ha un impatto ambientale decisamente più ridotto rispetto all’acciaio corrente: meno 38 % di energia impiegata, meno 60 % di diossine emesse, di polveri sottili e di rifiuti pericolosi generati.

Il cliente sempre più al centro dell’attenzione del gruppo. Così, da una parte è stata rivista l’intera gamma offerta, allargandola e aggiornandola  e rendendo tutti i prodotti in classe C. Dall’altra, nei prossimi giorni sarà disponibile il nuovo catalogo teso a valorizzare come prioritario proprio il servizio al cliente. Accanto al prodotto viene offerto un servizio integrato per assicurare approvvigionamenti rapidi, facili e precisi, rafforzando il dialogo con il cliente sui temi di qualità del prodotto, certificazione funzionale, gestione in cantiere e necessità anche dopo l’acquisto. Un portale ad uso esclusivo del cliente si trasforma in un ulteriore servizio per archiviare, consultare e scaricare certificati, ordini e quant’altro collegato ad ogni singola fornitura.

Lo sforzo in atto è evidente, come è evidente la volontà di cambiamento che attraversa il gruppo di S. Polo. Purtroppo, questa strategia non può fare altro che essere uno strumento difensivo, magari neppure sufficiente ma assolutamente necessario, in mancanza di evoluzioni strutturali del settore.

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