Metodo Stamina, Consiglio regionale: “Rendere pubblici i dati della sperimentazione”

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Rendere pubblica la documentazione della Commissione che ha valutato e bocciato la sperimentazione del metodo Stamina. Lo chiede il Consiglio regionale della Lombardia che oggi ha approvato a maggioranza con i voti di PdL, Lega Nord, Lista Maroni Presidente, Fratelli d’Italia, Pensionati, e di alcuni consiglieri del Movimento 5 Stelle (la capogruppo Paola Macchi ha lasciato libertà di coscienza ai propri consiglieri perché “esistono sensibilità diverse”), una mozione presentata dal Carroccio, poi emendata in alcuni parti,  con la quale invita la Giunta ad intervenire sul Governo in merito alla vicenda riguardante la presunta terapia a base di cellule staminali mesenchimali proposta dalla fondazione Stamina di Davide Vannoni  e la cui sperimentazione è stata bocciata nelle scorse settimane dal  ministero della Salute. I  consiglieri del Pd, del Patto Civico e altri consiglieri del Movimento 5 Stelle non hanno partecipato al voto.

 

Il documento impegna anche la Giunta ad intervenire sul Governo  affinché vengano tutelati con soluzioni legislative gli operatori sanitari che in questo momento stanno somministrando i trattamenti sulla base di ordinanze giudiziarie e al tempo stesso che oltre agli Spedali Civili di Brescia, unico ospedale nel quale l’infusione di cellule mesenchimali avviene, siano individuate altre strutture sanitarie  affinché si “possa permettere di adempiere alle disposizioni normative in tempi compatibili con le esigenze dei pazienti”.

Pd e Patto Civico non hanno partecipato al voto. Gian Antonio Girelli del Pd ha parlato di “Strada non corretta, di metodo inadeguato per una vicenda così complessa”.  A fare la sintesi per tutto il centrosinistra è stato Umberto Ambrosoli : “Non abbiamo votato per non essere complici di percorsi ulteriormente confusivi e titubanti.  Un colpo al cerchio e uno alla botte potrebbe essere il titolo di questa mozione  – ha affermato Ambrosoli – come del resto sempre è quando si opera non per il raggiungimento di un risultato nel quale si crede, ma per non assumere responsabilità. Da un lato il documento chiede all’assessore di fare ciò che, se lo avesse ritenuto giusto o opportuno, già avrebbe potuto fare, per esempio nell’interesse degli operatori del servizio sanitario degli Spedali Civili di Brescia; dall’altro mette in discussione l’esito dei lavori del Comitato scientifico ministeriale che ha decretato la pericolosità per la salute del metodo in questione”. Con questa mozione  – ha proseguito Ambrosoli – altro non si fa che aggiungere un ulteriore mattone al muro della confusione che caratterizza tutta la vicenda, muro contro cui si infrangono le disperate aspettative di chi è più debole e proprio per questo bisognoso di tutela, non di false speranze. L’Aifa, il Centro nazionale trapianti e il Ministero della salute vanno tutti in un’unica, chiara direzione. Un’Assemblea regionale – ha concluso Ambrosoli – non può smentirla, rappresentando che sia consentito eseguire cure e trattamenti in assenza di qualsivoglia fondamento scientifico. Il diritto alla salute non può essere esercitato nell’arbitrio e disconoscendo le risultanze delle analisi e delle valutazioni fatte dagli enti preposti”.

Stefano Carugo del Pdl  ha detto che è “dal 2004 che si parla di questo metodo. Ma oggi qui noi non eravamo chiamati a dire la nostra sulla sua scientificità ma bisognava dare risposte agli oltre 140 pazienti e agli operatori sanitari che stanno somministrando il metodo in forza alle decisioni della magistratura. Il non voto di Pd e Patto Civico è un metodo alla Ponzio Pilato. Credo invece che la mozione approvata sia un documento ragionevole”. “Questa mozione – hanno sottolineato Fabio Rolfi e Jari Colla della Lega Nord – nasce dall’esigenza di fornire risposte alle tante famiglie che hanno riposto le loro speranze nella sperimentazione Stamina e che si faccia chiarezza in merito alla decisione del Comitato scientifico del Ministero: chiediamo infatti che venga resa pubblica la valutazione, corredata da criteri e documenti, che ha portato alla bocciatura della terapia.” Anche Lara Magoni e Marco Tizzoni della Lista Maroni Presidente hanno evidenziato “la necessità di intervenire affinché sia data risposta ai malati in attesa e tutelati gli operatori sanitari.” Elisabetta Fatuzzo dei Pensionati ha detto che il documento  approvato “è giusto. Non c’è prova scientifica ma di Stamina fino adesso non è mai morto nessuno”, mentre Riccardo De Corato dei Fratelli d’Italia ha affermato che il non voto di Pd e Patto Civico “è una decisione sproporzionata perché significa addirittura rifiutare di confrontarsi con un tema che i cittadini ci sottopongono e rispetto al quale l’Aula del Consiglio cerca una soluzione che sia razionale e anche eticamente corretta. Considero il nostro voto invece un dovere morale”. Per l’Assessore alla Sanità Mario Mantovani “ la mozione approvata rappresenta un “atto di buona politica che fa sintesi tra le esigenze della Comunità scientifica e le aspettative di speranza delle famiglie”.

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