Stamina, il Civile risponde ad Andolina: nessuna pressione e nessun raccomandato

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Ieri è  andata in onda su Rai Tre una puntata di Presadiretta dedicata a Stamina, e sono state messe in onda le interviste a famiglie coinvolte nel metodo, a Vannoni, a  Andolina e altri soggetti coinvolti, come il professor Paolo Bianco, assolutamente contrario al metodo Stamina . E’ proprio su un’affermazione di Andolina in particolare che si è scatenata la polemica: l’uomo a Riccardo Iacona ha raccontato che «un dirigente della Regione Lombardia aveva un problema, una malattia neurologica progressiva. Ha pensato che potevamo curarlo e ha favorito l’ingresso del nostro metodo negli Spedali di Brescia. Anche i dirigenti locali avevano qualche fratello, cognato o marito da curare col Parkinson».

Dichiarazione che gli Spedali Civili negano a tutto tondo con una nota stampa uscita poco prima dell’inizio della trasmissione e che recita«È priva di qualsiasi fondamento l’affermazione del dottor Marino Andolina secondo cui sarebbero state fatte pressioni su Stamina per ammettere al trattamento pazienti individuati dall’azienda ospedaliera con priorità rispetto ai pazienti Stamina, che viceversa sono stati i primi ad essere sottoposti al trattamento medesimo». Ma per fugare ogni dubbio e assicurare la propria estraneità alle accuse mosse da Andolina, l’ospedale, atteaverso una seconda nota ha chiarito: “Escludiamo allo stato delle attuali conoscenze, che possa essersi verificato l’ingresso in ospedale di pazienti al di fuori delle vigenti procedure di accettazione e dimissione. In ogni caso, vista la gravità dei dubbi sollevati, l’Azienda sta effettuando attente e rigorose verifiche”.

Andolina ora si difende dicendo che nell’intervista sono state estrapolate parole ad hoc, ma comunque ribadisce che "l’ospedale di Brescia ci ha imposto di curare anche dei congiunti dei suoi dirigenti, ma si trattava comunque di pazienti che meritavano una cura con staminali". Affermando poi che  "Tempo dopo mi indignai perché l’ospedale, dopo aver spostato in lista d’attesa una bambina che mi stava molto a cuore per far posto ai suddetti congiunti, si era costituito in udienza civile contro la bambina. Non credo che sia io a dovermi vergognare».

La questione che si è sollevata durante la trasmissione relativa all’ospedale cittadino è soprattutto una: «Com’è possibile che in un ospedale pubblico sia stato permesso l’ingresso di una risorsa non medica?». Secondo Paolo Bianco «Stamina manda i pazienti in tribunale a richiedere le cure secondo un piano preordinato. Vannoni, come lui stesso ha dichiarato, vuole vendere cioccolata al servizio sanitario nazionale spendendo i soldi di noi cittadini».

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  1. Così dichiarava l’8 dicembre scorso su BSNews il Consigliere Regionale Fabio Rolfi:

    "Dopo la sentenza del TAR, che ha totalmente sconfessato l’operato del Ministro Lorenzin, in attesa di una vera sperimentazione che accerti la validità della terapia" ha dichiarato Rolfi "e’ necessario che Regione Lombardia dia attuazione alla mozione approvata dal consiglio regionale a ottobre. Si devono riprendere le infusioni per chi ha già iniziato la terapia e per chi ha in mano un’ordinanza del giudice. I pazienti non hanno il tempo di attendere la risoluzione del groviglio burocratico creato dal governo Letta-Alfano. Per questo, con questa nuova interrogazione chiedo di attuare quanto disposto dalla mozione approvata dal consiglio regionale in merito alla ripresa dei trattamenti per chi può vantare diritti ormai acquisiti nonché l’individuazione di misure adeguate per aiutare l’Ospedale civile suo malgrado coinvolto in questa vicenda che ha ormai assunto una dimensione quasi kafkiana."

    Vorrem mo che oggi, 14 gennaio, Il Consigliere Rgionale Rolfi ci aggiornasse in merito al suo parere sulla suddetta vicenda kafkiana. Grazie.

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