Valcamonica, maestra accusata di maltrattamenti su alunni: il pm chiede 4 anni

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La decisione del tribunale arriverà il 25 febbario e la maestra accusata due anni fa di maltrattamenti a danni di alcuni suoi alunni alla elementare Pietro da Cemmo di Capo di Ponte, saprà se sarà accolta la richiesta del sostituto procuratore Ambrogio Cassiani di quattro anni di reclusione.

Gli avvocati della maestra chiedono l’ assoluzione, in quanto, come riporta il Giornale di Brescia, ritengono che non sussista l’elemento soggettivo del reato: in pratica la donna non avrebbe agito per umiliare i suoi studenti, ma perché era necessaria una educazione severa e che quindi i suoi metodi duri di disciplina e percosse vadano giudicati con pene minime senza alcuna aggravante.

L’accusa invece punta sui filmati della telecamera a circuito chiuso, messa dai carabinieri di Breno dopo la denuncia dei genitori di un’alunna: nelle immagini si mostrerebbero tirate d’orecchie e capelli, manate e urla. L’intervento dei carabinieri è stato motivato propri da uno schiaffo dato ad uno degli alunni più vivaci.  L’insegnante fu poi portata a Verziano in custodia cautelare, e finì ai domiciliari a Ceto, nel comune di residenza. La donna si è sempre detta innocente. 

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UN COMMENTO

  1. qui il problema non sono i 4 anni chiesti dal pm ma la verità su cosa è successo…e fino al terzo giudizio tutti sono innnocenti ricordatevelo!

  2. non diciamo c…..e, il terzo grado di giudizio potrebbe non arrivare mai con le lungaggini della giustizia italiana! il filmato è una prova talmente chiara che la condanna dovrebbe arrivare immediatamente, altro che…

  3. Insomma, un conto è una severa punizione altro è malmenare.

    Ora, non mi permetto di giudicare il caso al vaglio dei magistrati perché non ho visto il video; ovvio che tirare per i capelli o fare scene di isteria non sono educative. Se quanto detto nell’articolo fosse verificato sono il primo a chiedere punizioni esemplari. Ma occorre distinguere: se talvolta ai bambini un poco troppo vivaci si da una tirata d’orecchie o un buffetto è solo che giusto. Si vedono oggi i risultati del "tutto è concesso, trattiamo i bambini come piccoli adulti", bambini isterici e viziati che saranno spazzati via alla prima occasione dai loro coetanei di altre nazionalità. I bambini sono solo bambini e devono essere educati, punto; certo è decisamente molto meglio che si riesca a farlo solo con la sgridata o con parole/sguardi, ma se in qualche occasione un genitore da uno sculaccione, nessuno è mai morto da piccolo per questo e sono certo che ciascuno di noi si ricordi ancora dopo molto tempo il perché in quella rara occasione gli sia arrivato lo scapaccione.

  4. Vedo molti commenti che in fondo giustificano la – violenza educativa-. Quindi non meravigliamoci molto se anche la maestra in causa sia della stessa idea e nemmeno che poi i bambini siano violenti. Come si può insegnare ad un bambino a non essere violento se si usa la violenza? Ci sono mille sanzioni possibili ma la violenza é sempre violenza: se do uno scapaccione ad un adulto o ad un bambino é la stessa cosa: é un fatto grave e non ammissibile.

  5. @commenti violenti
    Come già scritto ribadisco che se fosse confermato quanto descritto sicuramente sarei per una condanna esemplare.
    Dall’alt o della sua competenza psicologica educativa e morale le chiedo a questo punto solo una cosa: dai suoi genitori, in 18 anni dalla nascita fino all’età matura, ha mai ricevuto anche solo uno schiaffetto, un buffetto, uno sculaccione? E’ diventato un violento psicopatico e sociopatico? Io no, almeno per il momento (credo). Allora l’ideologia è una bella cosa, la realtà un’altra. Il suo ragionamento non è compatibile con la realtà educativa che io e lei abbiamo ricevuto, pur essendo entrambi persone, credo, non avvezze a comportamenti violenti nei confronti di alcuno. Ribadisco, non sto parlando di percuotere a destra e a manca, ma se nell’arco di un anno parte un buffetto o uno sculaccione mi pare francamente eccessivo parlare di educazione alla violenza.

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