Cessione Brescia, Mandelli: “Ci ho creduto, ma ora ci credo meno”

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(e.b.) “Ci ho creduto, ora ci credo meno”. Questo il commento del tifoso e assessore provinciale allo Sport, Fabio Mandelli, sull’infinita telenovela che in queste ultime settimane ha riempito la cronaca sportiva sulla cessione del Brescia calcio. “All’inizio, nonostante non conoscessi il candidato acquirente (L’ad di Mapi Group, Giampietro Manenti, ndr), ho sperato che la vendita andasse a buon fine – continua Mandelli –. anche se sono molto legato al presidente Corioni e mi dispiace pensare che non sarà più lui a guidare la società”.

Le possibilità che vada a buon fine però sono sempre più risicate, almeno stando ai botta e risposta tra Manenti e Corioni. Prima i soldi ci sono, poi non arrivano, poi sono sul conto personale di Manenti e ora verranno girati entro mercoledì, a firma già avvenuta. Cosa ci sia di vero e cosa, invece, sia falso non è ancora dato saperlo. “Ciò che è certo è che Ubi a questo punto della trattativa dovrebbe avere un’idea precisa della condizione finanziaria della Mapi di Manenti e poter dare indicazioni al presidente Corioni su come muoversi”, sottolinea l’assessore.

Ma se Manenti si rivelasse una “sola”, quale futuro aspetterebbe il Brescia calcio? “E’ logico che mi piacerebbe, come ogni tifoso del Brescia credo, che la proprietà rimanesse in mani bresciane – risponde – ma non credo che ad oggi esista un imprenditore con una disponibilità di denaro tale da acquistare la società tutta da solo. L’idea della cordata di imprenditori riproposta da Corioni (e ribadita dal suo ad, Andrea Iaconi, ndr) non è male, ma il difficile periodo economico che stiamo attraversando non è certo il più propizio per affrontare un investimento di questo genere. In ogni caso, ora mi aspetto la prossima mossa di Manenti, e speriamo non sia un bluff ”.

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