Bigio, Capra (Pd): “La Castelletti ha sbagliato: la discussione era da fare in giunta”

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Di Elisabetta Bentivoglio – Eletto alle amministrative del 2013 per il Partito Democratico, Fabio Capra oggi è capogruppo in Loggia. Membro della Commissione Consiliare "Bilancio, programmazione, tributi e rapporti con aziende partecipate, personale e organizzazione" e membro della Commissione Consiliare "Ecologia, ambiente e protezione civile", il democratico bresciano è tornato a parlare del Bigio per provare a fare sintesi tra chi anela al ritorno della statua del Dazzi sul piedistallo di piazza Vittoria e chi, invece, al contrario, lo riterebbe un ritorno ideologico preoccupante. Ma è in grado di fare una promessa ai bresciani: “Entro la fine dell’anno la questione Bigio sarà risolta”

Qualche mese fà sul suo blog aveva lanciato (per primo) l’idea di un referendum per far decidere ai bresciani cosa fare del Bigio. E’ ancora della stessa idea?

“Si trattava, come ho esplicitamente scritto, di una provocazione lanciata sull’idea di Philippe Daverio di lasciar scegliere alla polis. Non ho mai pensato che il referendum dovesse vertere sulla domanda “Bigio sì o Bigio no?”, ma sulla possibilità di fare una scelta tra il Bigio e il vincitore di un concorso di idee internazionale. Questo perché credo che il discorso sul Bigio andrebbe ricondotto ad un piano culturale e per farlo serva gente che mastichi di cultura e architettura urbana. Io non appartengo a queste persone, ma non pretendo nemmeno di fare l’esperto come altri”.

Lo stesso concorso di idee per il quale il vicesindaco Laura Castelletti si è detta “inorridita” qualche settimana fa?

Nessuno vuole chiudere la bocca a nessuno, ma credo che la Castelletti avrebbe potuto agire diversamente, nell’interesse di tutta la maggioranza. Lo dico con cognizione di causa visto che durante il mio mandato come assessore ai Servizi Sociali nell’era Corsini, mi è capitato di trovarmi in disaccordo con il sindaco, ma ho sempre aperto la discussione all’interno della giunta senza consegnare alla stampa giudizi che i miei non conoscessero già. E’ una questione di rispetto. Purtroppo la Castelletti ha lasciato che un argomento, a mio avviso non così importante, facesse intravedere una spaccatura in grado di far montare la polemica”.

Quindi a suo avviso Del Bono ha fatto bene a mantenere la propria linea confermando di non volere il Bigio in piazza Vittoria?

“Un sindaco che per tutta la campagna elettorale ha dichiarato che in caso di elezione il Bigio non sarebbe tornato in piazza non si rimangia tutto dopo un anno di mandato. E giustamente. Credo, invece, che la polemica montata nei mesi riguardi l’aspetto ideologico del Bigio che la passata giunta Paroli ha voluto espressamente rimarcare, non certo noi. Labolani all’epoca aveva persino dichiarato di voler inaugurare il ritorno della statua in piazza nel giorno del 25 aprile. Qui nell’ideologico ci si sguazza. Lei si immagina cosa sarebbe accaduto? Come minimo sarebbe stata danneggiata dopo due giorni, se non il giorno stesso”.

Il leader di Piattaforma Civica, Francesco Onofri, invece, ha criticato duramente il sindaco sulla questione, definendolo uno che “vien meno ai suoi doveri, e sposta ancor più in là nel tempo il giorno della maturazione “…

“Credo che Onofri sia molto abile nel dare sempre un colpo al cerchio e uno alla botte: è il suo modo di fare politica. La sua idea sul Bigio è legittima, ma fa riferimento ancora una volta a questioni ideologiche che a mio avviso andrebbero superate a favore di una decisione che riguardi invece la cultura e che, pertanto, andrebbe maturata affrontando il discorso da un’altra prospettiva”.

Cioè?

“Andrebbero coinvolte le persone che, a vario livello e abbandonate le ideologie, vogliano davvero discutere di cultura per il bene della città. A questo dovrebbe servire il corcorso di idee internazionale paventato da Del Bono, a fare e creare cultura”.

Ipotizziamo allora che il concorso si realizzi e individui un’alternativa al colosso del Dazzi da piazzare sul piedistallo di piazza Vittoria. Che fine farebbe a questo punto il Bigio?

“Se consideriamo i soldi spesi per ristrutturare la statua (decisione maturata e realizzata dalla passata giunta Paroli, ndr) penso che lasciare il Bigio orizzontale nei magazzini comunali sarebbe un ulteriore spreco. Credo, invece, che la collocazione museale, anche non necessariamente all’interno di Santa Giulia, sia la soluzione migliore per l’opera”.

Quanto dovranno attendere ancora i bresciani per conoscere l’esito di questo enigma in pieno stile shakespeariano?

“Tra pochi giorni si celebrerà il 40ennale della Strage di piazza Loggia che recentemente la Cassazione ha confermato essere stata di natura neofascista. Si tratta di una sentenza e di un momento molto importante per la nostra città. La decisione sul Bigio, che non ritengo altrettanto importante, arriverà entro la fine dell’anno e mi auguro che sarà frutto di una discussione condivisa, sempre meno ideologica e sempre più culturale”.

 

 

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  1. Consiglio per Del Bono, se invece di un concorso propone alla Sig.ra Castelletti di chiamare a raccolta la sua ciurma di artisti Made in Brescia trentenni vedrà che improvvisamente dichiarerà a mezzo stampa: dopo un’attenta riflessione convengo con il Sindaco che la scelta di invitare un artista – scelto da me- a progettare un’istallazione per piazza vittoria sia la strada da percorrere….

  2. l’unica cosa su cui convengo con Capra è che il Bigio non è certo un argomento importante per questa città e chi continua a cavalcare l’onda è solo perché non ha nient’altro da dire. Quando c’era Paroli almeno le battaglie ideologiche erano su bonus bebè e realto di clandestinità…altr o che Bigio

  3. Leggiamo il dato politico: la Castelletti alza i toni in cambio di qualcosa, poco o tanto lo si saprà presto: Capra lo fa capire. E Del Bono doveva saperlo dal giorno in cui ha sottoscritto l’inutile apparentamento con i "socialisti per passione" alle elezioni del 2013. Quattro anni ancora di calvario…

  4. Perché non proporre la statua di Capra al posto di quella del Bigio, per i meriti acquisiti durante l’amministrazione Corsini. Talmente bravi da consegnare la città a Paroli e alla sua cricca.
    Scadente invece la Castelletti, la Castelletti sbaglia!, il cui apparentamento con Del Bono è stato così inutile… ma Paroli se n’è andato a casa.
    Ma questi parlano soltanto perché hanno la bocca.

  5. Ma il commento di "ma stare zitti no" cosa significa? No perché non si capisce niente. Ma dove vuole arrivare? Meno male che invita gli altri a stare zitti. Mi sa che questo scrive solo perchè ha le dita.

  6. Discussione calda. Provo a interpretare le parole di “stare zitti no?”
    La giunta della quale Capra, che ora bacchetta, era assessore ha consegnato la città nelle mani di Paroli e Rolfi.
    Con l’apparentamento Del Bono-Castelletti il governo della città è ritornato al centrosinistra.
    Cre do volesse dire questo. Sbaglio?

  7. Discussione fredda. La Castelletti non ha fatto vincere Del Bono ed il centrosinistra, ma ha fatto vincere se stessa. Chi sapeva leggere i numeri sapeva anche che l’elettorato lasciato lbero al ballottaggio dai civici di Onofri e dal Movmento Cinque Stelle, più gli adepti eventualmente lasciati liberi dalla Castelletti avrebbero tranquillamente portato Del Bono al traguardo, sia andando al voto che non andando a votare al ballotaggio stesso. Meglio non rischiare suggerirono alcuni vecchi, tosti piddini e adesso si tengono in Giunta la miccia sempre accesa pronta a far detonare l’esplosivo. E sì che Corsini qualcosa avrebbe dovuto suggerire, vista l’esperienza vissuta sulla sua pelle…

  8. Discussione post hoc. Del Bono non avrà vinto per la Castelletti, ma con la Castelletti ha vinto. Questo è quanto è successo. Spiacciono l’analisi delle intenzioni in un momento in cui la psicodinamica non va più nemmeno di moda. Castelletti miccia? siamo sempre nella sfera del condizionale, delle interpretazioni.

  9. Si, nella sfera del condizionale e delle interpretazioni, delle interpretazioni di chi sa leggere la realtà dei fatti. Nel suo caso mi pare siamo nella sfera del revisionismo e delle mistificazioni.

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