Corpus Hominis, proseguono gli itinerari di arte, storia e fede nelle chiese di Brescia

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Venerdì 2 e sabato 3 maggio, rispettivamente nelle chiese dedicate ai Santi Nazaro e Celso (Corso Matteotti 31/b) e a Sant’Agata (corsetto Sant’Agata 27) sono in programma la seconda e la terza delle nove tappe di avvicinamento alla grande festa del Corpus Domini, in cui verranno proposte drammatizzazioni, visite guidate e incontri di approfondimento con studiosi specializzati. Gli Itinerari di arte, storia e fede nelle chiese di Brescia, costituiscono infatti la prima parte del progetto Corpus Hominis, che individua nel Corpus Domini il focus della creazione del corpo sociale della città volto a far conoscere l’ingente patrimonio artistico sacro di Brescia, facendo attenzione a promuovere una valorizzazione integrale e quindi anche teologica e spirituale, non limitandosi esclusivamente all’aspetto storico e artistico.

Venerdì 2 maggio, alle ore 21, la narrazione sarà dedicata ai Santi Nazaro e Celso, sempre ricordati e celebrati insieme, entrambi martirizzati-decapitati sotto Nerone. Il biografo di Sant’Ambrogio, Paolino Diacono, ci fornisce molte informazioni sulla loro opera di predicazione e sulla loro morte per mano degli aguzzini romani. Con il monologo teatrale Decollatio, Gabriele Reboni (Il ServoMuto – Compagnia Teatrale) proverà a ricostruirne la storia, i viaggi in nome della fede che li portarono a predicare Cristo in luoghi lontani, per capire come e perché rifiutarono entrambi di sacrificare agli dei per andare così incontro alla morte. Infine, si parlerà del miracoloso ritrovamento dei loro corpi, ancora intatti ad anni di distanza e del culto generato da essi, che non ha conosciuto crolli. La guida artistica, che condurrà il pubblico alla scoperta del patrimonio della chiesa, (tra cui si segnalano numerose opere del Moretto) sarà don Giuseppe Fusari: storico dell’arte, Direttore del Museo Diocesano di Brescia e Docente di Iconografia e iconologia presso la sede bresciana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, è curatore di mostre, e autore di importanti studi sulla pittura bresciana dal Cinquecento al Settecento. Partecipa ad importanti convegni, tiene lezioni e seminari.

Sabato 3 maggio, la narrazione sarà dedicata al martirio di Sant’Agata: alle ore 15.30, nell’omonima chiesa, l’appuntamento è con Irene Carta (Il ServoMuto – Compagnia Teatrale), protagonista di Ignis. Nel 252 d. C la città di Catania è minacciata dalla più grave eruzione dell’Etna che il mondo antico ricordi. La lava scende dal pendio del vulcano fino a minacciare gli abitanti. Il velo che Sant’Agata portava sul rogo ancora intatto, viene posto di fronte alla colata che miracolosamente si ferma e risparmia la città. Questo è solo uno degli episodi in cui la santa protegge la popolazione dalla furia del fuoco. Una santa unica, celebrata e amata dal popolo anche prima del martirio ad opera di Quinziano, proconsole di Catania, che le strappa i seni e la condanna al rogo. Il monologo ripercorrerà il processo alla santa, i momenti più terribili della mutilazione e la fede incrollabile che trasmetterà anche ai suoi concittadini, in un percorso storico-agiografico per capire meglio quanto rimane non detto della vicenda di Sant’Agata martire. Al termine, la visita guidata alla chiesa sarà curata da Matteo Pontoglio. Guida Turistica per la Provincia di Brescia e Accompagnatore Turistico internazionale, è laureato in Ingegneria Civile con orientamento Architettonico presso l’Università degli Studi di Brescia, collabora con la medesima Università da 10 anni in qualità di Assegnista di ricerca, Professore a contratto, Esercitatore e Cultore della materia nell’ambito dei corsi di Disegno dell’Architettura, Rilievo dell’Architettura e Informatica Grafica, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in “Innovazione tecnologica per l’ambiente costruito” con indirizzo Rilievo, Rappresentazione, Conservazione e Restauro presso il Politecnico di Torino. Ha inoltre acquisito una seconda laurea (triennale) in Lettere-Beni Culturali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia.

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