Nell’elenco dello sblocca-Brescia Del Bono mette bonifiche, alienazioni e Pinacoteca

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Con una lettera inviata agli ottomila sindaci d’Italia, il premier Matteo Renzi ha chiesto alle amministrazioni locali di indicare le opere bloccate da contenziosi e da conflitti con gli enti che meritano, invece, di ripartire.

Il sindaco di Brescia Emilio Del Bono ha già le idee chiare sull’elenco che spedirà a Renzi entro il 15 giugno. Sulle pagine del Corsera di Brescia, il primo cittadino non ha dubbi: al primo posto ci saranno le bonifiche ambientali (primo fra tutti il sito Caffaro), seguite dal comparto cultura e dalla vendita di palazzi vuoti. Tradotto in cantieri significa dare avvio ai progetti di bonifica dell’area Caffaro, ma anche terminare il restauro della Pinacoteca e consentire l’alienazione di immobili comunali per utilizzare i proventi per ristrutturare altre strutture dove sono già in essere progetti per servizi ai cittadini. Qualche esempio? “Non avremo mai i soldi come Comune per ristrutturare palazzo Avogadro (abbandonato dagli anni ’90), ma se riuscissimo a venderlo potremmo avere delle risorse per riqualificare altri edifici, come palazzo Maggi, per il quale abbiamo invece progetti di riutilizzo con funzioni pubbliche”. Sempre che la Soprintendenza non blocchi ler vendite. “Noi non possiamo permetterci di tenere tutto, altrimenti il nostro patrimonio è destinato al degrado”.

La promessa di Renzi è quella varare un decreto “sblocca-Italia” entro luglio entro il quale creare norme ad hoc in grado di “liberare energie ed investimenti”.

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  1. Dobbiamo liberarci di palazzi storici mentre lo stato continua a costruire alloggi a militari e carabinieri !!! Teniamoci stretta la nostra soria che i militari l affitto se lo possono permettere, piuttosto date qualche finanziamento in piu ai comuni che ne risentiremmo meno anche noi comuni cittadini civili

  2. Brescia era un Comune ricco grazie ai dividendi ASM. La sciagurata decisione di incorporare iASM in AEM e la costruzione della Metropolitana ne hanno disastrato le finanze. Sappiamo chi ringraziare.

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