A2A, addio polemico di Tarantini: “Rinuncio all’anno di stipendio”

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E’ un addio amaro e polemico quello di Graziano Tarantini dalla poltrona di presidente del consiglio di gestione di A2A. Secondo quanto riporta il Corsera di Brescia, nel corso dell’assemblea odierna (13 giugno, ndr) che ha sancito il passaggio dal sistema duale a quello tradizionale, l’ex presidente Tarantini ha avuto una discussione sul metodo usato con Maurizio Baruffi, capo di gabinetto del sindaco di Milano.

Inoltre, Tatantini ha rinunciato agli emolumenti che gli spetterebbero in quanto rimosso dall’incarico un anno prima della fine del suo contratto. “Rinuncio – ha chiarito – è una decisione mia, azioni all’azienda non ne faccio anche se ho consultato tre grossi studi legali e tutti mi hanno detto che ne avrei diritto”.

 

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  1. Rinuci e basta. Amen. Se prima invece consulta tre grossi studi legali, non uno, per farsi dire davanti all’opinione pubblica che avrebbe diritto all’anno di emolumento ma poi vi rinuncia, c’è qualcosa di strano. A proposito di stranezze, ricordiamo che l’ex Vice Sindaco Luigi Morgano nominato da Corsini nel CDA di A2A, ma estromesso poi di fatto da Paroli, fece invece causa al Comune di Brescia chiedendo un risarcimento nel frattempo non più a Paroli ma all’amico Del Bono, nuovo Sindaco di Brescia. Non è dato sapere ufficialmente come sia finita la dolorosa vicenda. Si sa solo che oggi Morgano è un europarlamentare del PD e una quindicina di mila euro netti al mese se li porta a casa: a qualcuno, A2a o non A2A, va sempre bene comunque.

  2. e della causa con risarcimento di Capra ci siamo dimenticati? come sempre la doppia tripla quadrupla morale. se poi parliamo del non laureato prof universitario Morgano ….

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