Broletto, ieri l’ultimo consiglio elettivo della Provincia di Brescia

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Si è chiusa ieri la storia politica della Provincia di Brescia. La “cerimonia” ha coinciso con l’ultimo consiglio provinciale dell’ente oggi guidato da Daniele Molgora. Una seduta caratterizzata da rabbia e rammarico per una decisione imposta da Roma che non ha convinto molti, nella maggioranza come nell’opposizione. “È giorno di cambiamento e occasione perduta. C’era la possibilità di riadeguare il sistema Italia e invece si è solo colpito l´ente più debole”, ha detto nell’occasione il presidente Bruno Faustini. Parole confermate dall’ospite di giornata, il presidente del consiglio dell’ormai ex provincia di Milano Bruno Dapei. Ma critiche per la riforma sono arrivate anche dal capogruppo Pd Diego Peli, peraltro duramente attaccato dal collega leghista Paolo Formentini che lo ha accusato di aver tradito il territorio con una riforma che “toglie il voto ai cittadini magari per darlo agli immigrati”. Un triste epilogo dopo 154 di onorata attività politica. E resta ancora da chiarire cosa rimarrà concretamente dell’ente ospitato da Palazzo Broletto, dei suoi dipendenti, dei debiti (450 milioni) e delle sue competenze.

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  1. Ci si dimentica, nel conto finale, dei due derivati per 160 milioni di euro contratti con Dexia Crediop e Deutsche Bank che scadranno nel 2036 (!) e che nel solo 2014 comporteranno un esborso di 5,5 milioni di euro come saldo negativo tra interessi a debito ed a credito. Risalgono alla Giunta Cavalli e lo stesso Molgora, di mestiere commercialista, dichiarò che mai li avrebbe sottoscritti stante la loro complessità e soprattutto rischiosità. Ci si preoccupa di voti, occasioni perdute, competenze da riassegnare, rappresentanza, ma forse è il caso di peroccuparsi dei saldi finanziari che questi carrozzoni pubblici lasciano in eredità, alla fine, ai cittadini.

  2. Caro Stradi, Ti ho attaccato e continuerò a farlo perché ti perdi spesso in cazzate. Ammiro tuttavia la conoscenza molto vasta che hai delle cose bresciane. Sei un duro avversario. Con stima.

  3. Chissà dietro Stradivarius chi si cela e come fa ad essere al corrente di tutte queste info. Sarà mica dei servizi segreti?

  4. Che sia mai un ex politico di lungo corso? Magari di un partito da prefisso telefonico? E che per questo peccato originale i suoi nuovi beniamini lo confinino nelle segrete? Ehhh, chissà…

  5. I bilanci anche pubblici si leggono e, volendo, si approfondiscono nei dettagli. Nessun segreto: sono complessi, ma si tratta di numeri e le normative via via introdotte in tema di trasparenza e pubblicità degli atti pubblici (basta pensare, per fare un esempio, alla consultazione on-line dell’albo pretorio), permettono a chiunque di informarsi, di sapere e di conoscere. Già, la cosa pubblica, la romana res publica, così si chiama proprio perchè…non è cosa privata. Messaggio finale: cominciate a pensare alla strada della democrazia diretta se siete delusi da quella rappresentativa. Altrimenti, continuate serenamente ad affidarvi a dei vostri rappresentanti. Ma, ovviamente, non vi dovete lamentare più di tanto per quello che fanno, compresi i derivati della Provincia per 160 milioni di euro.

  6. ammiro stradivarius, ma basta leggere i giornali per sapere alcune informazioni, certo non bisogna soffermarsi ai titoli e sottotitoli… ad esempio alcune testate locali circa 2 mesi fa parlavano già del debito della provincia di brescia che è maggiore di quello della provincia di Napoli!!!!!!!!!!!!

  7. Del testo dei due contratti (con clausole, sottoclausole spesso vessatorie e penali) sui derivati si può disporre solo se si ha diritto di accesso agli atti, come può un consigliere eletto e ovviamente un assessore. E’ questo esercizio, sancito dalla legge, che quais mai viene sfruttato da chi può per informare poi i cittadini, i rappresentati appunto. Perchè altrimenti, lo ribadisco, la rappresentanza si limita a quella di un partito che nomina o impone regole, di una corrente, di una coalizione di governo, di interessi più o meno vasti. Fino ad arrivare alla rappresentanza esclusiva del "voto di scambio" ed allora in Italia, ma raramente succede, dovrebbe subentrare il codice penale.

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