Sfratti ancora in aumento, il Sicet Cisl Brescia: “Assurdo tenere bloccati i fondi già stanziati”

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I dati provvisori forniti dal Ministero dell’Interno in relazione agli sfratti convalidati nel 2013 confermano la gravità del problema della casa e la necessità di iniziative efficaci e tempestive  per il comparto abitativo.

 

Gli sfratti convalidati nel 2013 risultano infatti in leggero aumento nell’ambito del Comune di Brescia (+5% con 733 sfratti nel 2013 in luogo dei 693 sfratti del 2012) mentre per quanto riguarda gli altri Comuni della Provincia di Brescia si registra fortunatamente una lieve flessione (-3% con 1557 sfratti convalidati nel 2013 e 1610 nel 2012). L’incremento più significativo riguarda invece l’intero territorio nazionale: gli sfratti risultano infatti aumentati dell’ 8% (da 67790 a 73385 sfratti convalidati) nonostante si tratti di dati provvisori e incompleti. Il fatto che il peggioramento sia più consistente fuori della nostra Provincia deriva da un riallineamento al boom degli sfratti che si è già verificato a Brescia e in altri territori italiani particolarmente esposti sul versante dell’emergenza abitativa e in ogni caso, a Brescia come nel resto d’Italia, il fenomeno ha ormai acquisito una tale portata che difficilmente potrà essere riassorbito in tempi ragionevoli se non verranno presi i necessari provvedimenti.

Oltre alle pesanti ricadute della recessione sui redditi degli inquilini va ricordato che il livello dei canoni di affitto era già eccessivamente elevato nel periodo antecedente la crisi economica e quindi a maggior ragione, oggi più che mai, sia il contenimento del disagio sociale che un’effettiva ripresa del mercato immobiliare passano necessariamente attraverso una riduzione dei canoni di locazione.

Per questo motivo, il Sindacato Inquilini Casa e Territorio della Cisl di Brescia chiede una riforma della legge regolatrice del mercato delle locazioni che attribuisca agli accordi sindacali sui canoni di locazione “concordati” un ruolo decisamente preminente rispetto alla contrattazione di libero mercato; un rifinanziamento dell’edilizia a canone sociale al fine di costruire un sistema d’offerta pubblica adeguato al fabbisogno ed in linea con quelli dei Paesi più avanzati dell’Unione Europea. "Ma soprattutto in una fase di tale emergenza non pare più rinviabile – si legge nella nota – l’emanazione del Decreto Ministeriale attuativo e di riparto del Fondo per la Morosità incolpevole che è stato istituito nel novembre del 2013: sarebbero davvero difficilmente comprensibili ulteriori ritardi nella distribuzione di questi soldi che sono necessari per garantire la concessione di una graduazione nell’esecuzione degli sfratti da parte della Prefettura e la ricostituzione di rapporti di locazione per gli sfrattati. Infine, considerato che l’attuale Governo ha stanziato recentemente oltre 500 milioni di euro per il recupero  delle case popolari attualmente inutilizzabili, è necessario che la Regione e i Comuni provvedano immediatamente a trasmettere al Ministero delle Infrastrutture gli elenchi delle unità immobiliari recuperabili per ottenere la concessione dei fondi e rendere gli alloggi assegnabili in tempi brevi".

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