I documenti raccontano: Ecomuseo InConTra il territorio

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Gli ultimi appuntamenti di Proposta ’14 sono sempre inseriti nell’evento "Ecomuseo InConTra il territorio" (una serie di appuntamenti in cui le Associazioni e i Comuni che fanno parte dell’Ecomuseo di Valletrompia "La Montagna e l’industria" intendono far conoscere e apprezzare al maggior numero possibile di utenti la nascita e il senso di questa istituzione).

Giovedì 26 giugno sarà nuovamente proposto lo spettacolo Documenti raccontano che verrà realizzato alle ore 21.40 presso l’Auditorium della Scuola Media "Bertussi" di Marcheno. Lo spettacolo sarà preceduto alle ore 20.00 da una visita guidata, a cura dell’insegnante Rosaria Moretti e da altri volontari, del "Villaggio Preistorico" (sempre in via Madonnina, 24). Al termine della visita, prima dello spettacolo, verrà offerta una degustazione a cura della Macelleria Crescini Mario e Giovanni presso la sede degli Alpini di Marcheno.

La drammaturgia dello spettacolo Documenti raccontano raccoglie e rielabora quattro fascicoli di carteggi storici rinvenuti e documentati dalla cooperativa ARCA e dal Servizio Archivistico di Valle nel progetto promosso da Regione Lombardia e Fondazione Cariplo "I documenti raccontano". Il lavoro di rimaneggiamento e riscrittura dei testi ha permesso di scavare a ritroso nel tempo, per portare alla luce quell’umanità filtrata dal documento e porre in primo piano le storie rispetto alla Storia scritta da burocrati o funzionari pubblici nei loro dispacci. Si è inoltre sperimentato un percorso corporeo sui testi per costruire partiture fisiche e brevi scritture coreografiche che danno ulteriore forza e freschezza agli eventi narrati. Nello spettacolo emergono vicende umane che si intrecciano con momenti storici molto diversi tra loro. L’alluvione di Marone del 1953 si lega alle vicende di persone che vivono il dramma dell’affondare, del perdersi, del precipitare nel fango, annegando nella povertà di chi perde ogni cosa. Si prosegue con una storia del 1942: uno studente "universitario viziato" dileggia due signorine con manifesti affissi per le strade. La vicenda permette di capire un mondo che fa proprio il mito dell’eroe maschio potente, virile, volitivo, stereotipo caro al regime fascista nel XX anno della sua era. Nel 1875 si conclude invece la storia di Francesco Ghitti, ricca di analogie con "Le avventure di Pinocchio" di Collodi: testimonianze di viaggi, di fughe, di incontri con la "buona fatina", una maestra elementare, e con saggi "consiglieri" che fanno del nostro vagabondo ora un famiglio, ora un domestico, ora un taglialegna. Incontri puntualmente interrotti da furtivi e veloci abbandoni e da "riacciuffi" inesorabili di baffuti carabinieri. Il conflitto a fuoco tra spalloni e frontalieri a Collio nel 1869 termina lo scavo del percorso drammaturgico per poi riemergere riportandoci all’oggi, alle partenze degli odierni "spalloni" che attraversano nuovi confini e sfidano deserti, mari e montagne per partire, per ricostruire, per rifarsi l’avvenire.

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