Svelato oggi il nuovo corso della società, ma il campionato partirà con una penalizzazione

3

Sarà la prima volta in oltre cento anni di storia della squadra, e dunque la prima volta anche nella gestione Corioni. Nel prossimo campionato di Serie B il Brescia partirà con una penalizzazione, uno e due punti in meno. Se dal punto di vista sportivo cambierà poco o nulla, dal punto di vista dell’immagine non è certo una bella notizia, a maggior ragione nell’incertezza societaria che regna sovrana ormai da mesi. Importanti però le novità che arrivano da questo fronte: la società ha convocato per oggi pomeriggio alle ore 17.00, presso la Club House di via Lama, una conferenza stampa. Anche se non sono stati minimamente anticipati gli argomenti è facile ipotizzare che il presidente, o chi per lui, voglia annunciare l’arrivo del manager John Visendi, chiamato a gestire la società in vista dell’entrata di un fondo di investimenti straniero. Fondo che avrebbe potuto, forse, anticipare i soldi necesari per pagare le incombenze in scadenza ieri (leggi la notizia) ma che sarebbe stato bloccato da Ubi Banca che sta vagliando le garanzie offerte.

Visendi, napoletano di nascita, residente a Bergamo da anni, sarebbe la figura di garanzia per una corretta gestione del risanamento preteso dal fondo di investimento straniero, che vorrebbe lasciare a Corioni la presidenza onoraria del Brescia e insediare un nuovo presidente (chi?).

Oltre a questa cordata rimane sempre valida l’ipotesi nostrana con la catena di imprenditori che Marco Bonometti sta cercando di mettere in piedi. Inoltre nelle ultime ore alcuni quotidiani parlano di una pista francese, con imprenditori transalpini pronti ad acquistare interamente il Brescia.

Tornando alla penalizzazione: sicura quella da un punto per il mancato pagamento degli stipendi, eventuale quella di un altro punto nel caso entro il 30 giugno non vegano sanate le posizioni riguardanti Enpals, Irpef e Irap. I tifosi della Curva Nord hanno anticipato che potrebbero boicottare la campagna abbonamenti fino a che la situazione non verrà chiarita.
(a.c.)

Comments

comments

3 COMMENTS

  1. Che finale tragico e sconsolante. Una gestione fallimentare, una visione del calcio e dell’organizzazione societaria paleolitica, un atteggiamento altezzoso e arrogante che ha portato alla rovina un squadra e un nome che potrebbe avere ben altre prospettive. Il Brescia 20 anni fa, in serie B, faceva almeno il doppio degli spettatori, era una società piccola e spesso gestita male ma orgogliosa e onesta, poi arrivò Corioni e assieme a lui i soldi delle televisioni, qualche campione vero, squadre ottime e bel calcio, ma questo fu solo il canto della cicala perchè con questi soldi si preferì pagare stipendi abnormi piuttosto che investire, si pagarono all’ombra dei 4 o 5 ottimi giocatori un’infinità di scarponi anzichè costruirsi una casa, un centro sportivo, una sede, un posto dove far crescere i propri ragazzi e in fine uno stadio. I dirigenti sono sempre stati scelti in base alla fedeltà al Capo e non alla loro bravura, il figlio a dirigere il settore giovanile, il genero per il mercato, la figlia per la contabilità e Ubi banca a pagare il conto delle perdite. Ma con quale credito i Corioni andavano allo sportello a chiedere soldi? Come mai Ubi lo ha sempre sorretto nonostante un coma irreversibile che dura da anni? La cosa che più mi infastidisce è che abbiam osotto gli occhi quello che ha fatto il Bari, un fallimento controllato con subentro di nuovi soci, ma qui a Brescia succede che la banca prima investe male e poi non vuole perderci e tiene tutti per la gola. Adesso che stiamo arrivando al capolinea per me c’è solo una constatazione da fare, il calcio a brescia è stato distrutto, e gli unici che hanno diritto di dire che il Brescia è loro sono i tifosi che nonostante tutto vanno allo stadio, che prendono il freddo e soffrono per a passione che viene calpestata ed insultata da chi dovrebbe alimentarla ed ora, forse, vedono la fine di un’epoca buia. Corioni Andatevene,

LEAVE A REPLY