Cromo VI nell’acqua cittadina: se ne parla il 23 Luglio alla Cascina Maggia

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Alla luce del dibattito che si è generato sulla qualità dell’acqua Pubblica fornita ai cittadini e dall’importanza di tale tema che più di altri mina la fiducia nei confronti della gestione del bene e della salute pubblica, il meetup di Brescia organizza un incontro per trattare i temi emersi riguardo l’acqua pubblica a Brescia e  la presenza di Cromo VI. L’evento si terrà alla Cascina Maggia il 23 luglio alle 20.

Interverranno Marino Ruzzenenti (storico dell’ambiente), Vitamaria Macchitella (Perito chimico), Fabrizio Valli (forum per l’acqua pubblica), Guido Menapace (Comitato Brescia Sud), ed i rappresentanti del Movimento 5 Stelle nelle istituzioni Giampietro Maccabiani, Dario Violi (consiglieri regionali) e Laura Gamba (consigliere comunale Brescia). Nei mesi scorsi, il Movimento 5 Stelle, a mezzo del capogruppo bresciano Laura Gamba,  ha depositato una mozione al Consiglio Comunale di Brescia che propone la somministrazione gratuita, per ogni cittadino residente, dei 50 litri d’acqua pro capite al giorno necessari all’espletamento di tutti quei bisogni necessari e primari tipici dell’essere umano.

Inoltre, a seguito delle numerose denunce delle associazioni ambientaliste e dei cittadini bresciani preoccupati dalla presenza di Cromo VI nell’acquedotto comunale, che ha portato molti di loro ad eseguire analisi private sull’acqua che esce dal proprio rubinetto, il 23 aprile 2014, il Meet up amici di Beppe Grillo di Brescia ha promosso l’iniziativa “Acqua di buona qualità” raccogliendo campioni di acqua dei numerosi cittadini che hanno aderito al fine di farla analizzare da un laboratorio accreditato.

L’esito di tali analisi rileva in particolare che nel 49% dei casi il valore di cromo VI supera, spesso anche di molto, il limite di 5 microg/l stabilito dal decreto legislativo n. 152 del 2006 per le acque sotterranee di falda. Alla luce dei dati forniti dall’ EFSA (European Food Safety Authority), il rischio per l’esposizione a Cromo VI in concentrazioni superiori ai 2 microgrammi/litro non è trascurabile per la popolazione dei bambini con peso corporeo inferiore ai 20 kg ed inoltre il limite di 5 microgrammi/litro non è trascurabile per gli effetti neoplastici sull’intera popolazione.

Proprio in questi giorni l’assessore Fondra, a nome dell’Osservatorio «Acqua bene comune» ha definito «preoccupante» il quadro della presenza di Cromo nelle acque bresciane.

"Ci si chiede quindi – si legge nella nota diffusa dal Movimento – come possa essere permesso che il gestore comunale prelevi dalla falda un’acqua contaminata (>5 microg/l) e la immetta nell’acquedotto per il consumo umano e che l’amministrazione pubblica minimizzi il problema giustificandosi a mezzo di una carenza carenza legislativa (il d.lgs n. 31 del 2001 che norma l’acqua destinata al consumo umano non prevede un limite esplicito per il Cromo VI). Crediamo che i cittadini Bresciani debbano essere informati e consapevoli dello stato di salute dell’ambiente che ci circonda in modo da poter valutare le possibili alternative e soluzioni necessarie per porre rimedio alle situazioni di degrado che subiamo ogni giorno".

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