Consigli di quartiere: al voto a novembre. Venerdì prossimo il passaggio in Consiglio

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Si voterà in autunno, probabilmente a novembre, e potranno accedere alle urne anche gli extracomunitari purché abbiano almeno cinque anni consecutivi, mai interrotti, di residenza in città. Dopo mesi di discussioni, e un’ultima seduta lunga e tormentata, la Commissione per le politiche della partecipazione ha licenziato ieri il documento che venerdì prossimo approderà in Consiglio Comunale per l’approvazione definitiva.

Il documento uscito dalla Commissione contiene 29 articoli che regolano compiti e le funzioni dei 33 Consigli di Quartiere e dei consiglieri (da cinque a 11 per ogni organismo, sulla base degli abitanti), le norme per le elezioni, la durata (cinque anni), i requisiti per le candidature (abitare nel quartiere nel quale ci si candida ed avere compiuto almeno 16 anni, che sono i requisiti anche per recarsi al voto, oltre ai cinque anni di residenza per gli extracomunitari), il numero di convocazioni dei Consigli (uno ogni tre mesi, o comunque quando ce ne sarà bisogno) e il compenso per i consiglieri, pari a zero. Una volta l’anno sarà convocata in Loggia anche l’assemblea del presidenti di Consiglio.

Tormentata, come anticipato, la seduta di ieri raccontata sulle colonne di Bresciaoggi, soprattutto a causa dello scontro tra la presidente, Francesca Parmigiani, e il Carroccio, scontro che poi si allargato coinvolgendo Vilardi (Forza Italia) e Onofri (Piattaforma Civica). Motivo dei dissidi un documento presentato dalla Parmigiani dove la presidente spiega che ritiene inammissibile il proposito della Lega di chiedere ufficialmente un referendum sulla questione. Tacconi e Gallizioli, nella cui protesta sono stati sostenuti dagli altri membri, e anche in parte da Fabio Capra del Pd (che ha chiesto alla Parmigiani di ritirare il documento) hanno anticipato che chiederanno le dimissioni della presidente in quanto si è espressa al di fuori delle proprie competenze.
(a.c.) 

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