Battagliola sul podio della Coppa delle Dolomiti: ora voglio vincere

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(a.tortelli) C’è un bresciano sul podio della settima Coppa d’oro delle Dolomiti, la kermesse dedicata alle auto d’epoca che per popolarità tende, o almeno punta, ad insidiare la regina Mille Miglia. E – come piace sottolineare anche a lui – il bresciano in questione non è certo uno di quei "fighetti" che comprano auto come fossero gioielli per le mogli. Domenico Battagliola, infatti, nella vita è il serissimo titolare (con il fratello Giuseppe) de La Linea Verde, azienda leader in Italia nella quarta gamma e nei prodotti freschi. Nel tempo libero, invece, si dedica con passione alle auto storiche e gli piace perfino sporcarsi le mani tra i pistoni della sua Austin-Healey elaborazione Le Mans, se serve.

DOMANDA – Soddisfatto del risultato alla Coppa d’oro? Che esperienza è stata?
RISPOSTA – Ho partecipato a diverse edizioni della Mille Miglia e del Gran Premio Nuvolari, mentre ho iniziato solo lo scorso anno con la Coppa d’oro. Il tempo è stato splendido anche stavolta e, in una gara come questa, si tratta certamente di un fattore decisivo per la buona riuscita dell’evento. La kermesse, poi, si snoda lungo un percorso complesso e stupendo, in cui ogni tornante potrebbe diventare una cartolina. Non poco per un appassionato di montagna come me. Inoltre ho anche rischiato di vincerla la gara…

D – Poi che è successo?
R – Ho pagato un po’ l’inesperienza e l’approccio differente rispetto ai big della corsa: io ho cercato di godere dell’iniziativa in tutti i sensi e non ho certo rifiutato di far baldoria con gli amici nel nome della competizione.

D – Pentito di non aver fatto di più?
R – Assolutamente no. Quando il primo giorno mi hanno detto che ero in testa sono scoppiato a ridere. Per me questa è una passione e uno sport, non conta soltanto il risultato. Ma spero comunque di fare meglio anche su quel versante in futuro.

D – Meglio vuol dire vincere a questo punto.
R – Certamente punto alla vittoria l’anno prossimo. Così come, da bresciano, non posso non sognare di trionfare alla Mille Miglia tra uno o dieci anni…

D – L’organizzatore della Coppa d’oro, Alessandro Casali, è lo stesso che ha riportato la Mille Miglia agli antichi fasti… Che similitudini vede tra le due competizioni?
R – Parliamo di due competizioni di grande tradizione. E, quando le corri, il loro passato fatto di driver mitici e splendide auto ti pesa indubbiamente sulle spalle. Ad unirle è anche il grande tifo che ti accoglie in alcune zone, in particolare in Veneto, e che ti fa provare l’emozione di sentirti un pilota di grido. Oltre alla serietà dell’organizzazione. La vera differenza nel fatto che la Mille Miglia non è tale se non piove, mentre la Coppa ha bisogno di sole per il tipo di percorso lungo cui si snoda. Anche stavolta Casali è stato baciato da Dio e io ho potuto liberare in curva i cavalli della mia Austin Healey…

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