Le Concertanti, sabato 26 luglio in scena al San Barnaba

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Sabato 26 luglio, alle ore 21.00, l’Auditorium S. Barnaba di Brescia ospiterà il concerto all stars della quinta edizione Sebino Summer Class che meglio riassume ed illustra il concetto chiave della manifestazione in corso: intitolato Le Concertanti,  il concerto, con il sostengo della Città di Brescia e in collaborazione con Il Conservatorio Luca Marenzio vedrà la presenza sul palco dell’Orchestra de I musici di Parma con i solisti Yulia Berinskaya (violino), Simonide Braconi (viola)  nella Concertante per violino, viola ed orchestra in Mi bemolle maggiore, KV 364  e di Marco Zoni (flauto) e Donata Mattei (arpa), sempre con  i Musici di Parma, nel Concerto per flauto ed arpa in Do maggiore, KV 299 di W. A. Mozart.

Scritta nel 1779, di ritorno a Salisburgo, ma pensando all’eccellente orchestra di Mannheim e al suo “stile crescendo”, con tutt’altro che leggero disappunto dell’Arcivescovo Colloredo, la Sinfonia concertante per violino, viola e orchestra in Mi bemolle maggiore, Kv 364 raggiunge il massimo risultato del compositore nell’ambito delle composizioni per più strumenti solisti e orchestra che nel decennio aveva trovato sviluppo in un Concertone per due violini, una Sinfonia concertante per fiati, il Concerto per flauto e arpa e alcuni concerti con due e tre pianoforti. L’ibridazione tra il genere della sinfonia e del concerto gli permise di conservare l’impianto, la maestosità e la ricchezza strumentale sinfonica usufruendo al contempo della possibilità d’interazione espressiva e virtuosistica degli strumenti solisti tra di loro e in collaborazione con l’orchestra, come da prassi pre-classica.

Il Concerto per flauto e arpa, scritto a Parigi nel 1778 per il Duca di Guines e la figlia, entrambi musicisti dilettanti da cui finì con il non essere pagato, il concerto cadde nella quasi più totale indifferenza del pubblico parigino – che Mozart credeva aver definitivamente conquistato, un decennio prima – impegnato nella querelle tra guckisti e piccinisti, e precede di pochissimo la morte per malattia della madre di Mozart. Un periodaccio. Lo stile della composizione, però ci parla molto della capacità mozartiana di fare buona musica in relativa economia di mezzi e di fatica. Di chiara impostazione galante, sfrutta appieno le capacità concertanti, dialoganti tra i due solisti, che si librano, si inseguono, si accompagnano lungo i tre tempi (allegro, andante, rondo: allegro in forma di sonata-rondò) in linee melodiche soavi e indimenticabili (tanto da essere riprese, per esempio dal terzo tempo, ed elaborate in una delle più celebri serenate, Eine kleine nacht musik, qualche anno dopo).

Nella cosiddetta Concertante, nella tonalità “serendipica” per Mozart di mi bemolle, ad un primo tempo dal carattere maestoso ma al contempo elegante e cantabile segue un secondo movimento di carattere estatico, dato dall’inseguimento sino a registri superiori dei solisti nel vicendevole tentativo di indurre alla cadenza,  di notevole fattura sinfonica e lunghezza superiore alla norma mozartiana, che conduce ad un inatteso finale, dall’incipit su contraccolpo, in stile di contraddanza, che spazza via ogni residuo meditabondo e di austerità.

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